L’intelligenza artificiale rappresenta oggi una delle tecnologie più rivoluzionarie e promettenti per il futuro dell’umanità, ma il suo sviluppo deve essere guidato da principi etici e sociali che ne assicurino un impiego a vantaggio di tutti, senza creare ulteriori disparità. Questo tema cruciale è stato al centro della Hamburg Sustainability Conference, un importante incontro internazionale che riunisce leader mondiali di governi, imprese, mondo accademico e società civile per discutere come sfruttare l’IA in modo responsabile per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU.
Nel corso dell’evento, svoltosi ad Amburgo all’inizio di giugno, è stata approvata la “Dichiarazione di Amburgo sull’Intelligenza Artificiale responsabile per lo sviluppo sostenibile”. Si tratta della prima dichiarazione globale dedicata specificamente al rapporto tra IA e sviluppo globale, che definisce principi e impegni condivisi per promuovere un uso dell’intelligenza artificiale che sia giusto, inclusivo e sostenibile, con particolare attenzione a supportare i Paesi in via di sviluppo, come riporta economiacircolare.com.
La dichiarazione evidenzia i rischi concreti legati a un uso non regolato dell’IA, come l’aumento delle disuguaglianze sociali sia all’interno dei Paesi sia tra di essi, danni derivanti da usi impropri o illegali, violazioni dei diritti umani, diffusione di disinformazione, perdita della diversità culturale e impatti negativi sull’ambiente. Questi rischi sono spesso più gravi per i Paesi a basso reddito, per le persone più vulnerabili e per le generazioni future. Inoltre, la competizione geopolitica e le dinamiche di mercato possono amplificare ulteriormente tali problemi.
Per questo motivo, la conferenza ha voluto tracciare un percorso verso un futuro in cui l’intelligenza artificiale sia sviluppata e utilizzata mettendo al centro le persone e i loro diritti fondamentali, promuovendo l’inclusione, la sostenibilità ambientale, l’innovazione pacifica e la collaborazione internazionale.
La Dichiarazione si basa su cinque pilastri fondamentali: il primo riguarda le persone, con l’obiettivo di proteggere i diritti umani, promuovere l’uguaglianza di genere e favorire l’inclusione digitale, soprattutto per le comunità emarginate. Il secondo pilastro si concentra sul pianeta, assicurando che l’IA contribuisca concretamente alla lotta contro i cambiamenti climatici e alla tutela ambientale tramite tecnologie verdi. Il terzo pilastro è la prosperità, che punta a sostenere uno sviluppo economico inclusivo attraverso l’innovazione locale, la formazione delle competenze e un accesso equo alle infrastrutture digitali. Il quarto pilastro è dedicato alla pace, con l’obiettivo di garantire l’integrità delle informazioni e prevenire l’uso dell’IA per diffondere disinformazione o creare divisioni sociali. Infine, il quinto pilastro incoraggia i partenariati, promuovendo la cooperazione tra diverse realtà, la condivisione di dati aperti e l’IA come bene comune globale per affrontare insieme le sfide mondiali.
La Dichiarazione invita dunque a un’azione collettiva basata su trasparenza, responsabilità e collaborazione inclusiva, per assicurare che l’intelligenza artificiale porti benefici a tutte le persone e al pianeta, senza lasciare indietro nessuno.
Achim Steiner, amministratore del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP), ha sottolineato l’importanza di questo impegno: “L’intelligenza artificiale è una delle forze più potenti della nostra epoca, ma gran parte del suo potenziale rimane ancora inesplorato nei Paesi in via di sviluppo. La Dichiarazione di Amburgo rappresenta un passo cruciale per un uso responsabile dell’IA, affinché favorisca l’equità, connetta le comunità e riduca le disuguaglianze globali. È nostra responsabilità collettiva assicurare che queste straordinarie tecnologie contribuiscano al progresso sostenibile, beneficiando tutte le persone in ogni parte del mondo, in modo equo e inclusivo”.










