Il nuovo rapporto presentato oggi da Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) offre un quadro piuttosto chiaro e preoccupante del modo in cui gli italiani vivono l’ambiente digitale. Più della metà della popolazione dichiara di essersi imbattuta online in contenuti dannosi come odio, disinformazione o revenge porn (la diffusione non consensuale di immagini intime). Di fronte a questi fenomeni, oltre l’80% degli italiani si dice preoccupato, segno che la consapevolezza del problema è molto alta.
Nonostante ciò, quasi la metà degli intervistati (44,1%) non ha sentito il bisogno di chiedere aiuto o consigli su come usare i media digitali in modo più consapevole o critico. Questo potrebbe indicare una certa sfiducia negli strumenti di supporto o una sottovalutazione dei rischi.
Il dato cambia però se si guarda ai più giovani. I minorenni mostrano una maggiore tendenza a cercare supporto quando si trovano in difficoltà online. Più della metà di loro si rivolge alla famiglia, il che suggerisce che il ruolo educativo dei genitori è ancora centrale. Un terzo chiede aiuto agli insegnanti, mentre circa il 30% dei ragazzi tra i quattordici e i diciassette anni preferisce confidarsi con amici o compagni di scuola.
Il rapporto è basato su un’indagine che ha coinvolto oltre settemila persone, selezionate per rappresentare la popolazione italiana a partire dai sei anni di età in su. Lo studio punta a individuare i bisogni digitali più urgenti degli italiani, con particolare attenzione alla sicurezza online, alfabetizzazione mediatica, e alla capacità di riconoscere e affrontare i rischi del mondo digitale.










