Tesla ha comunicato di aver registrato un nuovo calo nelle consegne di veicoli nel secondo trimestre del 2024, vendendo 384.122 auto tra aprile e giugno. Questo dato rappresenta una diminuzione del 13,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando le consegne erano state pari a 443.956 unità. Si tratta della seconda flessione consecutiva su base annuale, un segnale preoccupante per un’azienda che opera in un settore, quello dei veicoli elettrici, che a livello globale continua invece a crescere.
Nonostante la notizia negativa, le azioni di Tesla sono salite del 3% subito dopo l’annuncio. Il motivo è che gli analisti si aspettavano numeri ancora peggiori: secondo alcune stime, le consegne avrebbero potuto scendere anche sotto le 360mila unità. Il mercato ha quindi reagito in modo più positivo del previsto, premiando il fatto che la situazione, per quanto difficile, non fosse drammatica come temuto.
I motivi del calo nelle vendite sono molteplici. Innanzitutto, la gamma di veicoli Tesla è considerata da molti osservatori ormai datata: modelli come il Model Y e il Model 3 non hanno subìto aggiornamenti significativi negli ultimi anni, mentre la concorrenza nel settore elettrico si fa sempre più agguerrita, con marchi nuovi e tradizionali che propongono soluzioni più moderne. A questo si aggiunge un altro fattore chiave: le posizioni politiche di Elon Musk, sempre più legato a correnti conservatrici e all’ex presidente Donald Trump, stanno danneggiando l’immagine del marchio, soprattutto negli Stati Uniti e in Europa, dove una parte del pubblico ha iniziato a prendere le distanze dal marchio per motivi ideologici.
Tesla ha cercato di rilanciare la domanda aggiornando il Model Y, il suo modello più venduto, ma questa riprogettazione ha comportato anche l’interruzione temporanea della produzione, contribuendo a frenare le consegne. Inoltre, l’azienda aveva annunciato l’arrivo di un nuovo modello più economico, una sorta di versione ridotta del Model Y, che inizialmente doveva essere prodotto entro fine giugno. Tuttavia, secondo Reuters, la produzione è stata rinviata di alcuni mesi, rallentando ulteriormente i piani di rilancio.
Nel frattempo, Tesla ha iniziato a testare un servizio di robotaxi nella città di Austin, in Texas, riservato a un gruppo ristretto di utenti e soggetto a diverse restrizioni, come l’obbligo di avere un supervisore a bordo. L’iniziativa fa parte della più ampia strategia di Musk per trasformare Tesla da semplice produttore di auto elettriche a leader nella mobilità autonoma, ma è ancora in una fase sperimentale.
La maggior parte dei ricavi e dei profitti dell’azienda proviene ancora oggi dalla vendita di veicoli elettrici, e buona parte della valutazione di Tesla, che supera il trilione di dollari, si basa su scommesse future, come lo sviluppo dei robotaxi. Tuttavia, gli analisti sono scettici sulla possibilità che Tesla riesca a invertire il trend negativo già quest’anno. Per tornare a crescere nel 2024, l’azienda dovrebbe consegnare più di un milione di veicoli nella seconda metà dell’anno: un obiettivo ambizioso e difficile da raggiungere, anche considerando che solitamente le vendite aumentano nella parte finale dell’anno.









