Alla fine di maggio, i legislatori russi hanno proposto una modifica a una legge esistente con l’obiettivo di creare una nuova piattaforma di messaggistica istantanea sostenuta dal governo, che godrebbe di vantaggi esclusivi rispetto ad altre applicazioni concorrenti. L’iniziativa ha ricevuto il sostegno diretto del presidente Vladimir Putin. La normativa potrebbe prevedere una forte integrazione del messenger con i sistemi statali, offrendo funzionalità uniche non disponibili altrove, come la possibilità per gli utenti di autenticare documenti tramite firme elettroniche direttamente dall’app. Inoltre, questa piattaforma potrebbe sostituire l’identificazione fisica tradizionale, fungendo da prova digitale di età, idoneità a ricevere sussidi o titoli accademici. Le imprese private sarebbero obbligate ad accettare l’identificazione tramite questa app, mentre tutte le comunicazioni tra genitori e insegnanti dovrebbero essere gestite attraverso questa piattaforma, collegata ai sistemi governativi regionali e federali, così come si legge su meduza.io.
Non è ancora stato deciso se la gestione della piattaforma sarà affidata direttamente allo Stato o a un’impresa privata, ma la legge impone che l’azienda responsabile sia russa e abbia almeno cinquecento mila utenti su un proprio social network, escludendo quindi società straniere come Telegram. In Russia, le app di messaggistica sono soggette a registrazione presso un database del Ministero dello Sviluppo Digitale e devono monitorare e censurare i contenuti degli utenti.
VK, la società che gestisce il social network più popolare in Russia, è attualmente la candidata principale per lo sviluppo di questa “super-app”. VK ha già creato un messenger chiamato “Max”, che offre servizi di messaggistica testuale, chiamate vocali e video, oltre a mini-applicazioni, chatbot e sistemi di pagamento, simile a WeChat, la nota “super-app” cinese che integra social network, pagamenti e molte altre funzionalità.
Tuttavia, WeChat è stata spesso criticata per la sua attività di censura e sorveglianza, e c’è timore che Max possa adottare pratiche analoghe, soprattutto in considerazione del legame stretto tra VK e le autorità russe. È possibile che le autorità blocchino app concorrenti come WhatsApp, la cui società madre Meta è già stata etichettata come “organizzazione estremista” in Russia. Nonostante ciò, WhatsApp rimane molto popolare, con 84 milioni di utenti giornalieri nel paese, evitando finora il blocco. Telegram, che ha visto crescere la sua base utenti durante il conflitto in Ucraina, continua a rappresentare una valida alternativa, anche se ha scelto di evitare confronti diretti con il governo. Il suo fondatore, Pavel Durov, che ha co-fondato VK, è noto per essere meno incline a piegarsi alle richieste governative rispetto alla sua precedente azienda.
Durante la presentazione del progetto “Max”, Putin ha espresso il suo pieno appoggio, incaricando il governo di coordinare la migrazione dei servizi pubblici e finanziari sulla nuova piattaforma. Qualche giorno prima, il presidente aveva dichiarato la volontà di “strangolare” i servizi online occidentali ancora attivi in Russia, sottolineando così l’intenzione del Cremlino di sostituire in modo deciso le piattaforme straniere con prodotti locali che possano essere più facilmente controllati e censurati.










