La Competition and Markets Authority (CMA), che è l’autorità antitrust del Regno Unito, sta considerando di assegnare a Google uno “status di mercato strategico” (SMS) per i suoi servizi di ricerca online e per la pubblicità legata a queste ricerche. Questa decisione finale verrà presa entro ottobre. Se Google riceverà questa designazione, la CMA potrà introdurre regole specifiche per controllare meglio come Google gestisce i suoi servizi di ricerca nel Regno Unito.
La CMA ha anche pubblicato una lista di possibili azioni che potrebbe mettere in atto se Google diventasse un’azienda con status strategico. Tra queste azioni ci sono alcune priorità, come per esempio: far sì che gli utenti possano scegliere facilmente tra diversi motori di ricerca tramite schermate apposite; assicurare che il modo in cui Google ordina i risultati di ricerca sia equo per tutte le aziende; dare più trasparenza e controllo agli editori i cui contenuti appaiono nei risultati di Google; e permettere agli utenti di trasferire facilmente i propri dati di ricerca per favorire l’innovazione e lo sviluppo di nuovi servizi.
Sarah Cardell, capo della CMA, ha spiegato che Google è il motore di ricerca più usato al mondo e svolge un ruolo molto importante: una persona media nel Regno Unito fa tra le 5 e le 10 ricerche su Google ogni giorno. Inoltre, oltre 200.000 aziende britanniche si affidano a Google per raggiungere i propri clienti. Anche se Google ha portato molti benefici, la CMA ha rilevato che ci sono modi per rendere questo mercato più aperto, competitivo e innovativo.
Sarah Cardell ha anche detto che questo è un passo importante nell’applicazione delle nuove regole sulla concorrenza nel settore digitale nel Regno Unito. La proposta di dare a Google lo status strategico e la tabella di marcia con le possibili azioni future sono pensate per offrire a consumatori e aziende più scelta e controllo su come usano i servizi di ricerca di Google. Questi cambiamenti potrebbero anche favorire maggiori opportunità di innovazione nel settore tecnologico e nell’economia del Regno Unito in generale.










