di Martino Pimpinella
Oggi, presso Palazzo Baldassini, a Roma, si è svolta la presentazione della prima edizione del Rapporto “Tourism and Incoming Watch”, realizzato da Nexi, con la direzione scientifica dell’Osservatorio Nazionale del Turismo del Ministero del Turismo.
Di cosa si tratta? Il Nexi Tourism & Incoming Watch è un innovativo osservatorio creato con l’obiettivo di analizzare in maniera approfondita i comportamenti di spesa dei turisti stranieri in Italia, grazie alla collaborazione tra Nexi, azienda leader nei pagamenti digitali in Europa, il Ministero del Turismo e la società di ricerca economica Nomisma. Utilizzando i dati reali provenienti dalle transazioni effettuate con carte di credito e bancomat, questo strumento consente di ottenere un quadro dettagliato e aggiornato su chi arriva in Italia, da dove proviene, quanto spende, in quali settori e in quali territori.
A differenza delle analisi tradizionali basate su stime o sondaggi, il Nexi Tourism & Incoming Watch si basa su dati concreti e immediati. Questo approccio consente di supportare in modo più efficace le decisioni delle istituzioni pubbliche, fornendo loro informazioni affidabili per pianificare strategie turistiche mirate. Inoltre, aiuta le imprese private del settore ad adattare la propria offerta e ad attrarre nuovi visitatori, valorizzando anche aree meno note rispetto alle solite mete del turismo di massa.
Il primo rapporto ufficiale dell’osservatorio, pubblicato all’inizio di quest’anno, ha evidenziato come province italiane al di fuori dei classici circuiti turistici, come ad esempio Bolzano, Sassari, Salerno e Brescia, abbiano comunque registrato una spesa significativa da parte dei turisti stranieri, pari a circa il 13% del totale nazionale durante la stagione estiva. Il report ha, inoltre, messo in luce differenze interessanti nei comportamenti di consumo in base alla provenienza: i turisti europei spendono principalmente in ristoranti, grande distribuzione e trasporti; gli americani mostrano un forte interesse per il cibo; mentre i visitatori provenienti dal sud-est asiatico e dal mondo arabo investono maggiormente nel settore del lusso, in particolare abbigliamento e gioielli.
I dati raccolti nel corso dello scorso anno mettono in evidenza il valore della spesa con carta dei viaggiatori stranieri sul territorio italiano, che ha superato il valore di quasi ventuno miliardi di euro (+37,9%, rispetto al 2022). Secondo l’analisi, la spesa dei turisti, provenienti da nuove aree geografiche, sta registrando un’importante crescita. Da ciò, è possibile dedurre che l’interesse verso il nostro Paese come meta turistica abbia subìto un’ingente diffusione. In particolare, i numeri più alti sono stati riportati dal Brasile e dall’Australia (rispettivamente, +155% e +100%). Per quanto riguarda i viaggiatori provenienti dagli Stati Uniti, si riporta un valore pari al 18,3% del totale incoming. Infine, i Paesi arabi hanno riportato una spesa media per carta pari a oltre il doppio rispetto a quella di tutti gli altri.
Relativamente al livello di distribuzione sul territorio, il 75% del valore del turismo incoming è generato da venti province, che rappresentano un nucleo consolidato di destinazioni su cui si possono costruire strategie di crescita. Le città d’arte, quali Roma, Milano, Firenze, Napoli, si confermano i maggiori driver economici che attraggono elevati volumi di spesa, costanti tutto l’anno. Ma quali sono gli itinerari turistici maggiormente apprezzati? Le tappe Roma-Napoli e Pompei-Costiera Amalfitana sono quelle che hanno generato il maggior giro d’affari per il III anno consecutivo. Tuttavia, è il percorso Roma-Firenze-Venezia quello che, nel periodo 2022-24, ha riportato una crescita maggiore.
Per le abitudini di consumo per i viaggiatori stranieri in Italia? I ristoranti e le strutture ricettive attraggono quasi il 50% delle spese a destinazione, seguiti da moda e accessori (12,2%), che catalizzano, in particolare, la spesa di una nicchia ad alto potenziale economico, rappresentata dai viaggiatori della Penisola Araba e del Sud-Est Asiatico.
In occasione dell’incontro, è intervenuta Daniela Santanchè, ministro del Turismo, che ha sottolineato come”Questi numeri certificano l’alto valore strategico dei pagamenti digitali dei turisti esteri che contribuiscono in maniera rilevante al benessere del comparto e al PIL dell’intera Nazione. Importante sottolineare la costante diminuzione della stagionalità della spesa turistica, nella totalità del territorio italiano, segno che l’Italia è una meta capace di generare ricchezza durante tutto l’anno, e non solo nei mesi canonici“.
“Credo che il rapporto di oggi ci presenti aspetti molto significativi sull’attuale stato di salute e sulle prestazioni del turismo italiano. Aspetti positivi che però non devono rappresentare i proverbiali allori su cui adagiarci. Anzi, è esattamente da questi aspetti positivi che dobbiamo trarre spunto per fare meglio e per fare di più. L’obiettivo da perseguire, persistendo sul percorso già tracciato e che sta dando i primi frutti, è il rendere strutturali questi risultati. Per un’industria turistica che sia – insieme – performante, ricca e sostenibile“.
“In questa prima edizione del Rapporto Nexi, abbiamo messo a disposizione del Ministero del Turismo e del suo Osservatorio Nazionale del Turismo il nostro know-how e la profonda conoscenza dei comportamenti dei consumatori, con l’obiettivo di supportare il Paese nella costruzione di uno strumento strategico per l’analisi, il monitoraggio e la comprensione delle dinamiche economiche e sociali del settore turistico in Italia. Tale contributo è particolarmente rilevante in un contesto di rapidi cambiamenti, in cui è fondamentale cogliere le sfide e valorizzare le opportunità offerte dal turismo per la crescita sostenibile del nostro sistema Paese – ha spiegato Marcello Sala, presidente di Nexi – Questa collaborazione rafforza ulteriormente il ruolo centrale di Nexi come infrastruttura strategica della competitività del sistema economico italiano“.
“Questi dati e insight sono rilevanti sia per i policy maker a livello centrale, regionale e locale, che per le imprese e per tutti gli attori della filiera, perché ci consentono di avere un quadro conoscitivo, soprattutto in termini di spesa e di scelte di acquisto da parte del viaggiatori internazionali, fondamentale per poter assumere decisioni appropriate – ha commentato il presidente dell’Osservatorio Nazionale del Turismo, Prof. Magda Antonioli – L’ONT, ora a regime, svolge un ruolo importante, non soltanto di collettore di informazioni preziose e tempestive, ma anche di facilitatore di una lettura proattiva del fenomeno. Un passaggio fondamentale per la governance, la promozione e le scelte aziendali, e particolarmente utile in momenti di volatilità dei mercati. Non si stratta quindi solo di avere una cornice statistica, ma una vera e propria data literacy a disposizione dell’intero comparto turistico, degno del ruolo che detiene nel sistema produttivo nazionale“.










