Si parla sempre di più di benessere in azienda ma allo stesso tempo si parla ancora di più di turnover ovvero la tendenza dei dipendenti delle aziende di lasciarle per cercare un’occasione migliore. I motivi dell’abbandono sono cresciuti sempre di più tanto che secondo l’ultimo report Gallup “State of the Global Workplace 2025” rispetto allo scorso anno sono aumentate le dimissioni del +21% da parte di tutti quei dipendenti che hanno preferito al lavoro il loro benessere mentale.
Ma i dati non sono solamente sconfortanti: dalle prime analisi sulla quantificazione dell’impatto che il benessere in azienda ha in termini di risultati sui dipendenti, dallo stesso report si evince che più si cura il benessere in azienda, il cosiddetto wellbeing, più aumenta la produttività (+25%) e i profitti (+20%) Quali sono allora le strategie da mettere in campo per trattenere i dipendenti in azienda, migliorare la loro qualità della vita e creare i presupposti per un worklife balance solido? Durante l’evento Wellbeing R-Evolution, organizzato da Trainect, società che si occupa di migliorare il benessere organizzativo grazie a tecnologie, strumenti per la misurazione e professionisti certificati, in cui si sono riuniti direttori delle risorse umane provenienti da grandi aziende e associazioni come Save The Children, SKY Italia, Automobili Lamborghini, Astellas Pharma, Santagostino, Deloitte e Linkedin, coordinati da Alberto Ronco, founder di Trainect e Silvia Pagliuca, giornalista professionista, per confrontarsi sul best practice e strategie che hanno reso queste aziende dei veri esempi virtuosi per il benessere in azienda.
“Il confronto è un elemento cardine per riuscire a creare delle buone pratiche attivabili da tutte quelle aziende che hanno a cuore la buona salute dei dipendenti che la vivono e le permettono di crescere. Infatti, questo momento è servito per raccontare come si sta evolvendo il mercato del benessere in azienda e per lanciare un messaggio propedeutico sul fatto che lavorare sul wellbeing vuol dire lavorare sul futuro dell’azienda stessa”, spiega Alberto Ronco, founder di Trainect.
Ecco 7 strategie per migliorare il benessere dei dipendenti in azienda
Dall’incontro, tutti i manager che hanno partecipato hanno condiviso buone pratiche e strategie che hanno reso le loro aziende degli esempi per quanto riguarda il benessere aziendale. Ecco le 7 più importanti da condividere:
- Il manager è la nuova figura chiave del wellbeing: il ruolo del manager non è più solo legato alle performance di fatturato. Ora il manager ha nuove responsabilità e nuovi obiettivi tra cui quello di guidare un team felice e appagato della propria vita professionale
- Diffondere una cultura del wellbeing: è proprio l’assenza della spiegazione del wellbeing in azienda che rende difficile far comprendere ai dipendenti quanto sia importante per l’azienda trovare delle modalità per migliorare il loro wellbeing
- Rendere conosciuto il wellbeing: bisogna fare in modo che tutti all’interno dell’azienda conoscano sia le loro possibilità che possono attivare per il loro benessere in azienda che anche segnalare delle alternative che siano più in linea con le loro effettive necessità
- Cambiano i tempi, cambia il benessere: in relazione alla comunicazione tra singolo dipendente e l’azienda, è importante fare delle survey proprio per capire cosa vuole il dipendente perché i tempi cambiano e così le necessità che hanno
- Non progetti spot ma continuità: fare solo un’attività per il benessere dei dipendenti e poi dimenticarsene non è una strategia. è necessario dare una continuità a questo processo e fare in modo che non sia solo un progetto spot
- Misurare l’impatto e comunicarlo: una grande sfida di questo tema è misurare e poi comunicare l’impatto che si ha facendo delle attività per il wellbeing aziendale perché questo contribuisce a rendere più coinvolte le persone nella vita aziendale
- Rendere il benessere concreto: le aziende devono fare in modo di creare dei processi per il benessere in azienda che possano concretamente migliorare la qualità della vita dei dipendenti facendo in modo di creare quei presupposti che faranno crescere non solo la loro partecipazione attiva ma anche proprio l’azienda in termini di business










