L’intervento del governo italiano sull’operazione Unicredit–Banco BPM attraverso il ricorso al Golden Power è stato al centro di un confronto con la Commissione Europea, alla quale il Ministero dell’Economia (MEF) ha fornito una risposta articolata per chiarire la legittimità dell’azione intrapresa. Nella lettera inviata a Bruxelles, il MEF ha ribadito che la decisione italiana è perfettamente coerente con il diritto europeo, in quanto fondata sulla tutela della sicurezza nazionale, un ambito che resta di esclusiva competenza degli Stati membri e che non entra in conflitto con la normativa europea in materia di concorrenza. Il governo ha richiamato in particolare l’articolo 21 del Regolamento sulle concentrazioni, che riconosce il diritto degli Stati di intervenire quando sono in gioco interessi fondamentali di sicurezza pubblica.
Il cuore della questione risiede nel fatto che, pur trattandosi di un’operazione tra due soggetti italiani, la fusione comporterebbe la concentrazione di un’enorme massa di risparmi e depositi – stimati in centinaia di miliardi di euro – che potrebbero avere implicazioni dirette sulla stabilità finanziaria nazionale. Il MEF ha quindi evidenziato come la riforma del Golden Power, introdotta durante il governo Draghi, abbia esplicitamente incluso il risparmio tra le aree strategiche da proteggere, al pari delle reti energetiche, delle telecomunicazioni o delle infrastrutture ferroviarie. Questa visione rafforza la legittimità dell’intervento, che mira a prevenire potenziali rischi sistemici a carico dei risparmiatori italiani, considerati un elemento centrale della sicurezza economica del Paese, come spiega Ansa.
Un altro punto trattato nella comunicazione è la questione degli asset russi detenuti da Unicredit. Il MEF ha confermato che tra le condizioni imposte rientra la necessità di dismettere progressivamente queste attività, in linea con il contesto geopolitico segnato dalla guerra in Ucraina. Tuttavia, per evitare ripercussioni sulle imprese italiane ancora attive in Russia, è stata prevista una deroga mirata per consentire il proseguimento dei pagamenti essenziali. Questa scelta, si spiega, riflette l’impegno dell’Italia nel rispetto degli accordi internazionali siglati in sede G7 e G20, dove si è stabilito che chi non abbandonerà la Russia non potrà partecipare ai futuri programmi di ricostruzione dell’Ucraina. La posizione del governo si inserisce dunque in un più ampio disegno di coerenza e responsabilità, volto a tutelare sia gli interessi nazionali che quelli della comunità internazionale.
Nella lettera, il MEF sottolinea inoltre che il ricorso al Golden Power è stato esercitato con particolare attenzione a non sovrapporsi o interferire con le competenze di autorità indipendenti quali la Banca d’Italia, la Banca Centrale Europea, la Direzione generale Concorrenza della Commissione UE, l’AGCOM e la Consob. L’obiettivo è stato quello di adottare misure di salvaguardia senza ostacolare l’autonomia degli organismi tecnici e regolatori.
Un ulteriore aspetto toccato riguarda la composizione azionaria di Unicredit, il cui capitale risulta detenuto per oltre il 60% da soggetti extra-europei. Questo dato rafforza, dal punto di vista del governo, la necessità di vigilare con strumenti adeguati su operazioni che, pur avvenendo all’interno dei confini nazionali, possono avere impatti su larga scala.
Infine, nella risposta italiana si fa anche riferimento alle spese sostenute dallo Stato per la gestione dei beni russi sequestrati in Italia, che ammontano finora a circa 30 milioni di euro. Un esempio emblematico è rappresentato dalla gestione della Superjet di Venezia, sequestrata con i suoi cinque velivoli, le cui sorti sono ancora legate alle decisioni del Comitato per la Sicurezza Finanziaria, organo indipendente dal MEF. Questo dato evidenzia ulteriormente quanto il dossier russo continui a rappresentare un problema di rilievo anche dal punto di vista amministrativo e finanziario.
In conclusione, l’uso del Golden Power nel caso Unicredit–Banco BPM è stato motivato da una visione estesa della sicurezza economica e nazionale, conforme alla normativa europea e orientata alla protezione sistemica del risparmio e degli interessi strategici dell’Italia.










