Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore sabato scorso, i fondi di investimento Advent International e Bain Capital avrebbero ceduto circa la metà della loro partecipazione in Nexi, uno dei principali operatori europei nei pagamenti digitali. La quota era detenuta tramite il veicolo Mercury, che controllava circa il 6% del capitale della società. A seguito della vendita, la partecipazione si sarebbe ridotta intorno al 3%.
L’operazione si inserisce in un contesto delicato per il comparto, che negli ultimi mesi ha risentito di una crescente pressione competitiva e di una generale debolezza sui mercati. Il Sole 24 Ore sottolinea inoltre che non è da escludere una futura cessione anche della restante parte della quota da parte dei due fondi, come si legge su websim.it.
A pesare sul settore non è soltanto l’andamento del mercato, ma anche l’incertezza legata a potenziali sviluppi tecnologici da parte di giganti del retail statunitense. Tra le minacce emergenti, si fanno strada indiscrezioni secondo cui colossi come Amazon e Walmart starebbero valutando il lancio di propri sistemi di pagamento basati su stablecoin, criptovalute dal valore stabile ancorato a valute fiat come il dollaro.
Se confermati, questi progetti potrebbero rivoluzionare l’intero ecosistema dei pagamenti, introducendo nuovi attori con enormi basi di utenti e capacità tecnologiche avanzate. Uno scenario che inevitabilmente solleva interrogativi sul futuro delle società tradizionali del settore, come Nexi, e potrebbe spiegare almeno in parte il disimpegno progressivo da parte di alcuni investitori istituzionali.










