Oggi, il Presidente Donald Trump terrà una conferenza stampa alla Casa Bianca per annunciare una nuova serie di dazi, scatenando potenzialmente una guerra commerciale globale, in un evento che lui ha definito “Liberation Day” (“il giorno della liberazione”).
Dalla sua elezione, Trump ha avuto un impatto significativo sui mercati azionari globali, causando preoccupazione tra i leader aziendali ed economisti, oltre a suscitare intense controversie con alcuni dei principali partner commerciali degli Stati Uniti, attraverso l’annuncio e il rinvio delle tariffe sulle importazioni straniere. Al momento, non sono stati diffusi dettagli specifici riguardo ai piani che Trump presenterà oggi. L’annuncio è previsto per le 16:00 (ora locale), e secondo i funzionari della Casa Bianca, l’implementazione di questa nuova politica commerciale radicale sarà immediata.
Trump ha già delineato alcuni obiettivi che intende perseguire con l’introduzione di questi dazi. Tra questi, incentivare il ritorno della produzione negli Stati Uniti, rispondere alle politiche commerciali che considera ingiuste da parte di altri Paesi, aumentare le entrate fiscali e favorire misure contro l’immigrazione e il traffico di droga. Finora, l’applicazione delle tariffe è stata disorganizzata, con continui rinvii e promesse che non si sono ancora concretizzate. Le minacce di dazi hanno peggiorato i rapporti degli Stati Uniti con i suoi alleati commerciali: il primo ministro canadese Mark Carney ha definito queste misure “ingiustificate” e ha promesso una risposta, mentre l’Unione Europea ha dichiarato di essere pronta con un piano per reagire.
Karoline Leavitt, portavoce di Trump, ha dichiarato che il Presidente ha dedicato la giornata di ieri a perfezionare il piano commerciale con il suo team, per garantirne l’efficacia e il beneficio per i lavoratori statunitensi. In preparazione all’annuncio, Trump ha ribadito la sua idea di imporre dazi reciproci, ovvero tariffe sulle importazioni al livello delle aliquote applicate dai Paesi alle esportazioni statunitensi. Ha citato Paesi come Corea del Sud, Brasile, India e l’Unione Europea come possibili destinatari di questi dazi, così come riporta The Guardian.
Sul tavolo ci sono anche i dazi del 25% su tutte le importazioni provenienti da Messico e Canada, due dei principali partner commerciali degli Stati Uniti. Trump ha intenzione di utilizzare queste tariffe come leva per indurre i due Paesi a prendere misure più severe contro l’immigrazione illegale e il traffico di droga. Tuttavia, a inizio marzo, Trump aveva già ritardato l’introduzione di queste tariffe dopo aver negoziato con i leader di Messico e Canada.
Inoltre, sembra che alcuni consiglieri di Trump stiano proponendo una tariffa generale del 20% su tutte le importazioni, una misura che si avvicina a quella proposta durante la sua campagna elettorale. Le nuove tariffe si aggiungerebbero a quelle già implementate da Trump, tra cui una tassa aggiuntiva del 20% su tutte le importazioni dalla Cina e una del 25% sulle importazioni di acciaio e alluminio. Inoltre, c’è una tariffa del 10% su tutte le importazioni di energia provenienti dal Canada.
Lo scorso mese, Trump ha annunciato anche una tariffa del 25% su tutti i veicoli importati e, in futuro, sui ricambi auto, con l’entrata in vigore prevista per giovedì. Questi piani tariffari hanno scatenato svendite sui mercati azionari e risultano impopolari tra il pubblico americano, secondo diversi sondaggi. Inoltre, i conflitti interni alla Casa Bianca su quanto estese e ampie dovrebbero essere queste tariffe hanno alimentato ulteriori incertezze riguardo alle misure finali