Un esperimento condotto da ricercatori di Harvard, Wharton, Procter & Gamble e altre istituzioni ha esaminato se l’intelligenza artificiale possa sostituire efficacemente un compagno di squadra umano. L’indagine ha coinvolto 776 professionisti di P&G, che sono stati divisi in due gruppi: metà ha utilizzato l’IA per elaborare idee di prodotto, mentre l’altra metà ha lavorato senza.
I risultati dello studio, pubblicato lo scorso mese, hanno dimostrato che l’IA può migliorare notevolmente le prestazioni. Le persone che hanno lavorato con questa tecnologia sono riuscite a raggiungere lo stesso livello di performance di coloro che lavoravano in team senza IA, suggerendo che le innovazioni tecnologiche possono replicare alcuni benefici della collaborazione tra esseri umani. Inoltre, i team che utilizzavano l’intelligenza artificiale erano tre volte più propensi a proporre idee di prodotto che si classificavano tra il 10% delle migliori, secondo una valutazione da esperti umani. Questo potrebbe tradursi in un aumento dei ricavi per l’azienda.
Lo studio, chiamato “The Cybernetic Teammate”, ha anche esplorato come l’uso dell’IA possa influenzare la composizione e le dimensioni ottimali dei team nelle organizzazioni, nonché il modo in cui le competenze vengono condivise nel contesto lavorativo. L’esperimento ha integrato l’IA direttamente nel processo di sviluppo di prodotti effettivi all’interno di P&G. I partecipanti sono stati coinvolti in sfide aziendali reali, tra cui la creazione di idee per marchi come Pampers, Head & Shoulders e Gillette.
I ricercatori hanno creato quattro tipi di gruppi: individui senza IA, team di due persone senza IA, individui con IA e team di due persone con IA. Le soluzioni proposte dai partecipanti sono state poi valutate per qualità. L’intelligenza artificiale generativa utilizzata si basava su GPT-4 di OpenAI ed era accessibile tramite il cloud di Microsoft Azure.
I risultati hanno rivelato che una persona che utilizzava l’IA era in grado di ottenere gli stessi risultati di un team di due persone senza IA. Questo suggerisce che l’IA potrebbe sostituire efficacemente i team più piccoli, mantenendo una produttività elevata.
Un altro risultato interessante riguarda la collaborazione interfunzionale. Quando i partecipanti utilizzavano l’IA, i confini tra i diversi settori (come ricerca e sviluppo e commerciale) tendevano a dissolversi. Gli esperti di marketing suggerivano idee più tecniche, mentre gli specialisti R&S consideravano soluzioni più orientate al mercato. L’IA ha quindi favorito un’innovazione più integrata e olistica.
I ricercatori hanno osservato vari benefici, tra cui:
- Qualità del lavoro: i dipendenti che usavano l’IA producevano risultati significativamente migliori
- Produttività: una persona con l’IA impiegava il 16,4% di tempo in meno rispetto a chi non la utilizzava, mentre i team con l’IA impiegavano il 12,7% in meno
- Competenza: anche i dipendenti meno esperti hanno raggiunto livelli simili a quelli più esperti grazie all’uso dell’IA
- Generazione di nuove idee: con l’IA, i partecipanti erano in grado di proporre idee al di fuori delle loro aree di competenza
- Classifica delle idee: le idee dei dipendenti che usavano l’IA avevano una probabilità tre volte maggiore di entrare nelle prime 10%
- Impatto sociale: le persone che usavano l’IA hanno riferito di provare emozioni positive pari, se non superiori, a quelle dei team tradizionali, suggerendo che l’IA può avere anche un ruolo sociale, simile a un compagno di squadra umano
Secondo Ethan Mollick, uno degli autori del della ricerca, l’IA non è solo uno strumento di produttività, ma può agire come un vero e proprio “compagno di squadra”, migliorando le performance e favorendo la condivisione delle competenze. Inoltre, i team che utilizzano l’IA tendono a essere anche più soddisfatti del loro lavoro.
Questo studio ha, quindi, implicazioni importanti per la visione tradizionale dell’IA come strumento di supporto. L’intelligenza artificiale potrebbe, infatti, diventare un vero e proprio collaboratore, migliorando l’efficienza e la qualità del lavoro, e portando a una nuova forma di collaborazione sul posto di lavoro.