Tra gli ambiziosi target europei di decarbonizzazione e la prolungata volatilità dei mercati energetici, le logiche di gestione dell’energia di tutti gli attori economici stanno cambiando radicalmente. In questo quadro di crescente complessità, gli operatori dell’Efficienza Energetica agiscono sempre di più come system integrator capaci di prestare servizi ampi e diversificati, nell’ottica di una gestione olistica dell’approvvigionamento energetico. Un’evoluzione testimoniata dai risultati economici: negli ultimi 10 anni, i fatturati aggregati delle aziende del comparto sono aumentati del 62%, passando dai 7,6 miliardi di euro del 2014 ai 12,2 miliardi del 2023.
Sono queste alcune delle evidenze emerse dallo studio AGICI “Efficienza e Transizione Energetica – Competitività di modelli integrati”, che vede CVA come Partner Strategico, presentato oggi a Milano nel corso dell’undicesimo Convegno annuale dell’Osservatorio sull’Efficienza Energetica (CESEF). Lo studio ha analizzato il potenziale di riduzione di consumi ed emissioni degli interventi di efficienza energetica (EE) integrati a fonti di energia rinnovabile (FER) quale percorso più efficace per la decarbonizzazione. L’analisi prende in considerazione quattro modelli di intervento associati a quattro forme di consumo: residenziale unifamiliare, residenziale condominio, edifici pubblici e industria.
Dallo studio emerge che per il settore residenziale unifamiliare, la combinazione integrata di isolamento termico, fotovoltaico, pompa di calore e accumulo (batteria) consente, sul singolo edificio, una riduzione delle emissioni fino al 94%. Per il modello basato su condomini, il report indica l’integrazione tra coibentazione dell’involucro e teleriscaldamento come la soluzione più efficace, in grado di ridurre l’89% delle emissioni. Le tecnologie integrate risultano le soluzioni migliori anche peril modello degli edifici pubblici, tra cui scuole e ospedali, pur riscontrando riduzioni delle emissioni più modeste rispetto ai casi precedenti, legate principalmente a vincoli nella capacità di spesa delle amministrazioni locali.
Il report, infine, individua gli impatti anche per il settore dell’industria. Secondo il modello individuato da AGICI, l’integrazione tra EE e FER permetterebbe un abbattimento del 54% delle emissioni. Queste soluzioni, evidenzia lo studio, richiedono ingenti investimenti, soprattutto alla luce della crescente ambizione delle policy comunitarie negli aggiornamenti delle Direttiva sull’Efficienza Energetica e della Direttiva EPBD (“Case Green”), recepite parzialmente nella revisione del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC).
Per centrare gli obiettivi della Direttiva EPBD al 2030, pari a un risparmio energetico del 16% rispetto ai livelli del 2020 per il settore residenziale, l’analisi AGICI stima un fabbisogno di investimenti di tredici miliardi di euro all’anno (settantotto miliardi complessivi in sei anni) per la realizzazione di interventi integrati – che combinano cioè almeno un intervento edile e la sostituzione dell’impianto termico – per un totale di 2,2 milioni di interventi in sei anni. Per quanto riguarda gli edifici pubblici, il fabbisogno risulta invece di due miliardi e mezzo all’anno (quindici miliardi in sei anni). Riguardo il settore delle imprese, la stima di AGICI sul fabbisogno di investimenti è compreso tra i 2,6 e 5,4 miliardi di euro entro il 2030, pari a 0,7 miliardi ogni anno. Complessivamente, emerge dunque un fabbisogno di investimenti annuo pari a oltre sedici miliardi di euro.
In questo contesto, AGICI evidenzia come gli incentivi esistenti non siano sufficienti a stimolare gli investimenti privati necessari. A ciò si aggiunge la crescente difficoltà delle finanze pubbliche di farsi carico delle spese richieste dalla transizione energetica. Per rispondere a tali esigenze, lo studio sottolinea dunque l’urgenza di un quadro di supporto pubblico più chiaro e stabile, capace di coinvolgere in modo efficace il settore della finanza privata, tra cui banche di sviluppo, fondi di private equity e istituti bancari.
“In questi anni abbiamo assistito a una profonda trasformazione del settore dell’efficienza energetica, che ha visto le aziende del comparto ricoprire sempre di più il ruolo di accompagnatori e abilitatori del processo di decarbonizzazione a tutto tondo – ha commentato Stefano Clerici, consigliere delegato di AGIC – “A fronte degli ambiziosi target comunitari, questo processo richiede un’accelerazione degli investimenti, che al sostegno pubblico combini il coinvolgimento della finanza privata. Per farlo occorre dare continuità pluriennale alle regole del gioco, e riconoscere la centralità degli attori specializzati, in grado di apportare risorse economiche e competenze”.
“La sfida odierna è quella di rendere anche economicamente sostenibili progetti di efficientamento e decarbonizzazione profondi – ha aggiunto Michele Perotti, direttore dell’Osservatorio CESEF di AGIC – “Una leva fondamentale sono le forme contrattuali che permettono di contenere gli investimenti a carico dei consumatori (famiglie, imprese, amministrazioni). Due modalità sempre più diffuse sono gli Energy Performance Contract e i Power Purchase Agreement, che in modi diversi permettono agli utenti di ridurre e stabilizzare i costi dell’energia, oltre che ridurre il proprio footprint ambientale. Il riconoscimento della centralità di questi meccanismi a livello normativo potrà essere un acceleratore notevole di investimenti in efficienza e transizione energetica”.
Nel corso del convegno, è stato inoltre consegnato il premio “Manager Efficienza Energetica 2025” da Giovanni Brianza, CEO di Edison Next, selezionato da prestigiosi comitati della Rivista Management delle Utilities e delle Infrastrutture di AGICI “per la leadership visionaria e per le importanti ed innovative iniziative di transizione energetica portate avanti con successo”. Attraverso questo riconoscimento, AGICI ribadisce la centralità del ruolo dell’efficienza energetica all’interno dei processi di decarbonizzazione, per il quale sostiene da anni la necessità di potenziare le policy e intensificare gli investimenti in questo settore, ove le competenze nazionali rappresentano eccellenze internazionali.
“Sono particolarmente orgoglioso di questo premio che è frutto del lavoro svolto da tutto il team di Edison Next sui clienti e sui territori e, più in generale, dalla squadra di Edison”, ha dichiarato Giovanni Brianza, ceo di Edison Next. “Gli ultimi anni hanno rappresentato un periodo particolarmente complesso che ha evidenziato come sia determinante mettere a terra iniziative che abbiano un impatto non solo a livello ambientale, ma anche sociale e a favore della competitività delle aziende, facendo leva sulle sinergie tra operatori energetici, imprese e territori”.