L’intelligenza artificiale viene usata dal 27,5% degli avvocati nelle attività professionali quotidiane. In particolare, per la ricerca giurisprudenziale e documentale (19,9%). Il 72,3% invece non la utilizza affatto. Il 16,3% dichiara di non conoscere o non saper utilizzare tali strumenti, mentre il 6,4% considera l’investimento troppo oneroso. Il 31,7% di professionisti pero’ sta considerando di adottarla in futuro.
L’IA, inoltre, è percepita come un fattore di rischio alla medesima percentuale che il ritardo dei pagamenti della Pubblica Amministrazione (8,1%). Lo riporta il nono Rapporto sull’Avvocatura dal titolo ‘Nuovi orizzonti per l’avvocatura: tra sfide e opportunità, realizzato da Cassa Forense, in collaborazione con il Censis.