Il settore della creazione di contenuti sta attraversando una trasformazione radicale grazie all’intelligenza artificiale. Recenti polemiche, come quella sollevata dai doppiatori italiani, hanno acceso il dibattito sull’impatto che l’AI potrebbe avere sulle professioni creative. Secondo una recente indagine di Statista, nel 2024, a livello globale, il 42% dei manager nel settore marketing e media ha utilizzato l’intelligenza artificiale per la creazione di contenuti e l’elaborazione di strategie impattanti.
Il mercato globale di riferimento, infatti, sta vivendo una crescita significativa: secondo Business Research Company, l’asset dell’AI Powered Content Creation chiuderà il 2025 con un fatturato superiore ai tre miliardi di euro, con un aumento di un miliardo rispetto al 2024. Ancora più impressionante è la previsione che nei prossimi quattro anni il mercato vedrà un raddoppio dei ricavi, superando i sette miliardi di euro. In questo contesto di forte espansione, Moovies, agenzia del gruppo Maind Group, specializzata nell’applicazione dell’AI per la produzione di contenuti visivi, spiega perché l’intelligenza artificiale vada considerata come un valido alleato per i professionisti del settore, anziché una minaccia per il loro lavoro.
“Il nostro obiettivo è far comprendere che l’intelligenza artificiale non è qui per rubare il lavoro, ma per renderlo più efficiente – afferma Angelo Bottone, co-fondatore di Moovies – L’AI è un alleato che sta portando l’industria della creazione di contenuti a nuovi livelli e che, soprattutto, permetterà ai professionisti di lavorare con maggiore efficienza, creatività e competitività, offrendo loro più tempo e libertà per concentrarsi su ciò che sanno fare meglio: creare e innovare”.
Fondata da Angelo Bottone, Luca Bottone e Rinald Sefa, Moovies è un’agenzia specializzata nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale per la creazione di contenuti visivi, tra cui video per brand, spot pubblicitari e cortometraggi. In soli pochi mesi di attività, l’azienda è diventata primo partner italiano ufficiale di Minimax, un leader nell’AI cinese, per sviluppare soluzioni creative che migliorano l’efficienza e la qualità della produzione cinematografica e pubblicitaria.
Perché l’AI è il futuro della creazione di contenuti: 5 Motivi per cui potenzierà il lavoro senza sostituirlo?
Automazione delle attività ripetitive e tecniche
L’AI è in grado di gestire compiti ripetitivi e tecnici, come la correzione automatica del colore, la creazione di effetti speciali e il montaggio di base. Questo permette ai registi, cameraman e montatori di liberarsi dai compiti tecnici e di concentrarsi sulla parte creativa del lavoro. Per esempio, Moovies utilizza l’AI per accelerare il processo di creazione di contenuti, senza sacrificare la qualità, consentendo ai professionisti di essere più veloci e produttivi.
Maggiore personalizzazione dei contenuti
Con l’AI, i professionisti del settore media e content creation possono produrre contenuti su misura per il pubblico a una velocità mai vista prima. Ad esempio, l’intelligenza artificiale consente di creare contenuti visivi altamente personalizzati per diverse audience, garantendo al contempo qualità e originalità. In questo modo, anche le piccole e medie imprese possono competere con i grandi brand, senza dover sostenere costi elevati.
Ottimizzazione del tempo per la creatività
L’AI aiuta a ridurre i tempi di produzione, consentendo ai professionisti di concentrarsi maggiormente sulla parte creativa. Invece di passare ore su attività manuali, i creativi possono dedicare più tempo alla pianificazione, alla sperimentazione e all’innovazione, esplorando nuove idee e spingendo i confini della loro arte. Con il supporto del team di Moovies, che vanta competenze avanzate nell’utilizzo dell’AI per la produzione visiva, i professionisti possono concentrarsi su ciò che fa davvero la differenza: l’idea e la narrazione, con risultati di alta qualità.
Maggiore accessibilità per tutti i creativi
In passato, le tecnologie avanzate erano riservate solo alle grandi produzioni con budget elevati. L’AI ha abbattuto queste barriere, offrendo a tutti i professionisti, indipendentemente dalle loro risorse, la possibilità di creare contenuti di alta qualità. Le PMI, per esempio, ora possono accedere a soluzioni che prima erano impensabili, permettendo loro di realizzare progetti innovativi senza dover sostenere costi astronomici.
Un nuovo ruolo per i professionisti: dall’operatore al creativo AI
L’introduzione dell’AI non significa che i professionisti vengano sostituiti, ma che il loro lavoro venga evoluto. Il cameraman, per esempio, non scompare: il suo ruolo si trasforma in quello di un AI Artist, che sfrutta la tecnologia per creare ambienti virtuali o ottimizzare le riprese. Il regista, il montatore e il creatore di contenuti non sono mai stati più centrali nel processo creativo, ma con l’AI a disposizione, possono ampliare le loro capacità e generare contenuti ancora più originali e impattanti.
“Nel mondo della produzione di contenuti audiovisivi – dal cinema, al marketing – l’AI non potrà mai andare a sostituire la figura del regista, del montatore o del doppiatore. Quello che cambia è il modo in cui lavorano – spiegano Angelo Bottone e Rinald Sefa, co-fondatori di Moovies – Invece di fare affidamento su set fisici, location costose e tempi lunghi, i professionisti possono ora concentrarsi sulla parte creativa, mentre l’AI si occupa degli aspetti tecnici come la creazione degli effetti speciali o la gestione di ambienti virtuali. Il lavoro cambia, non aumenta. Si riduce il tempo di produzione”.