Il colosso bancario JPMorgan ha intensificato il suo scontro nei confronti della fintech greca Viva Wallet (payment provider conosciuto anche in italia, diffuso soprattutto nel mondo del travel), dando il via a due cause legali nei tribunali europei.
JPMorgan, che detiene il 48,5% di Viva Wallet dal 2022, ha chiesto 916 milioni di euro di risarcimento dal ceo Haris Karonis e da parte di altri tre dirigenti. Le accuse sono rivolte alla presunta compromissione del valore dell’investimento attraverso azioni ritenute illegali.
Le cause, avviate all’inizio dello scorso anno, includono:
- Una causa civile in Grecia contro i dirigenti di Viva
- Una causa nel Regno Unito contro Werealize, azionista di maggioranza con il 51,5% di Viva Wallet
JPMorgan sostiene che i dirigenti di Viva Wallet abbiano trasferito asset di valore a Werealize senza autorizzazione, alterato gli statuti aziendali per ridurre i diritti di veto della banca e tentato acquisizioni senza le dovute approvazioni.
Haris Karonis, il ceo, ha respinto con forza le accuse, definendole parte di una strategia di JPMorgan per svalutare Viva e ostacolare la sua espansione, soprattutto negli USA. Nonostante le turbolenze, sottolinea che Viva è triplicata in termini di dimensioni, consolidandosi come una banca tecnologica leader in Europa.
Questa disputa mette in luce le difficoltà delle partnership tra istituzioni finanziarie tradizionali e FinTech in rapida crescita, soprattutto in termini di governance e direzione strategica.