L’intelligenza artificiale sta rapidamente trasformando il mondo del lavoro e, con esso, le modalità attraverso cui persone e organizzazioni acquisiscono nuove competenze. Secondo le più recenti rilevazioni, l’adozione di tecnologie AI da parte delle imprese italiane è in forte crescita e la formazione rappresenta uno degli ambiti in cui il potenziale di queste soluzioni appare più evidente. Nel 2025 il 16,4% delle imprese italiane con almeno dieci addetti utilizzava già tecnologie di AI, una quota raddoppiata rispetto all’anno precedente (ISTAT, 2025). Parallelamente, il 43% dei lavoratori italiani indica nella formazione sull’intelligenza artificiale una delle principali esigenze di sviluppo professionale (TEHA Group). Tutor virtuali, assistenti conversazionali e sistemi intelligenti di supporto alla formazione consentono oggi di accompagnare gli utenti durante il percorso formativo, offrendo chiarimenti, approfondimenti e contenuti contestualizzati in tempo reale.
In questo contesto si inserisce PiCO, il tutor virtuale sviluppato, nell’ambito di un programma di ricerca e sviluppo dedicato all’applicazione dell’AI alla formazione digitale, da Piazza Copernico, società italiana attiva da oltre trent’anni nella progettazione e gestione di percorsi di formazione digitale per aziende, pubbliche amministrazioni e organizzazioni complesse. I dati raccolti nella fase sperimentale di adozione del Virtual Coach nell’ambito di una piattaforma cliente nei primi 3 mesi del 2026 su 5 corsi che integrano PiCO, evidenziano un elevato livello di coinvolgimento degli utenti (parliamo di una popolazione complessiva di 7000 utenti) e una significativa correlazione tra l’utilizzo del tutor AI e le performance di apprendimento.
PiCO è un sistema di tutor adattivo, che personalizza la learning experience e la adatta alle esigenze individuali delle persone andando a colmare sia la parte emotiva che la parte dell’attenzione. Infatti, Pico non risponde solo alle domande ma adatta i contenuti in base alle esigenze e alle aree di miglioramento dell’utente arricchendo il Modello dello studente e sfruttando le sue capacità didattiche definite nel modello didattico.
L’analisi ha preso in esame le interazioni con PiCO all’interno di tre tipologie di corsi: obbligatori, di soft skills e tecnici. I corsi obbligatori (durata circa 2 ore) hanno generato 2.660 interazioni complessive, con una media di 6,7 interazioni per utente (tipicamente domande di spiegazione di contenuto). I corsi dedicati alle soft skills hanno registrato il volume più elevato, con 3.324 interazioni e una media di 7,8 per utente (prevalentemente richiesta di esemplificazioni), seguiti dai corsi tecnici con 4.158 interazioni e una media di 10,3 interazioni (soprattutto afferenti a esemplificazioni e approfondimenti). Significativo anche l’uso di interazioni di “relazione” con l’assistente didattico che evidenziano la riconoscibilità e l’acceptance dello strumento.
Complessivamente il dato suggerisce che, all’aumentare della complessità dei contenuti, cresce il ricorso al supporto dell’intelligenza artificiale come strumento di approfondimento e chiarimento.
“PICO nasce da un percorso pluriennale di ricerca e sviluppo volto a comprendere come i sistemi di AI possano affiancare efficacemente le persone nei processi di apprendimento, migliorando accessibilità, approfondimento personale del contenuto e fruibilità dell’esperienza formativa – spiega Oliviero Vittori, General Manager di Piazza Copernico – L’obiettivo non è sostituire il percorso didattico, ma amplificarne l’efficacia attraverso un supporto alla comprensione significativa del contenuto attraverso un supporto costante “in the flow” in ogni fase di studio del corso”.
Un altro dato significativo riguarda la relazione tra utilizzo di PICO e risultati di apprendimento. Tra gli utenti con elevate performance (definito completamento del corso con buoni risultati finali e assenza di criticità di studio), oltre l’80% è ricorso al tutor virtual, evidenziando una correlazione positiva tra utilizzo dello strumento e performance. Anche sul fronte dell’assistenza, PiCO conferma elevati livelli di affidabilità: il tasso di domande non evase si ferma al 3,6%, riconducibile nella maggior parte dei casi a richieste non pertinenti (guardrail semantico) o formulate in modo troppo sintetico. Nel complesso, il tasso di risposta alle domande poste supera il 96%. In particolare, il comportamento di attivazione del Virtual Tutor evidenzia una propensione all’uso nella fase iniziale del corso online per il 42,3% delle interazioni, il 32,2% in quella finale e il 25,5% nella fase centrale, a conferma di un utilizzo del tutor soprattutto nelle fasi di familiarizzazione con il contenuto e presentazione dei concetti fondamentali e consolidamento dell’apprendimento.
“L’esperienza maturata con PiCO – sottolinea Oliviero Vittori – conferma come l’intelligenza artificiale possa evolvere da semplice supporto informativo a vero e proprio facilitatore dell’apprendimento, contribuendo a rendere la formazione aziendale più personalizzata, accessibile ed efficace. I risultati ottenuti rafforzano il percorso di ricerca e innovazione di Piazza Copernico nell’ambito delle tecnologie educative avanzate e dell’AI applicata allo sviluppo delle competenze”.
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