Da infrastrutture logistiche a hub energetici: il moto ondoso diventa risorsa strategica per affrontare la crescita della domanda elettrica globale
Roma – In un contesto segnato da tensioni geopolitiche e prezzi dell’energia sempre più instabili, la transizione verso le fonti rinnovabili non è più soltanto una scelta ambientale, ma una necessità economica e strategica. A fronte di una domanda elettrica globale destinata a crescere del 3,6% annuo fino al 2030, i porti si candidano a diventare protagonisti di questa trasformazione, grazie anche allo sfruttamento di una risorsa finora poco valorizzata: il mare.
Secondo il report Electricity 2026 dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, il fabbisogno energetico mondiale aumenterà a un ritmo significativamente superiore rispetto al passato, mettendo sotto pressione infrastrutture elettriche già oggi spesso sature. In questo scenario, diventa fondamentale individuare nuovi modelli di produzione e distribuzione dell’energia.
È qui che entrano in gioco i porti, sempre meno semplici luoghi di transito e sempre più piattaforme multifunzionali. La loro evoluzione li vede trasformarsi in veri e propri hub energetici, capaci di produrre, accumulare e distribuire energia pulita, contribuendo ad alleggerire il carico sulle reti nazionali.
Un contributo innovativo arriva da tecnologie in grado di convertire il moto ondoso in elettricità. Tra queste, la soluzione sviluppata da Seares punta a trasformare le infrastrutture di ormeggio in sistemi attivi di produzione energetica. “L’ormeggio è sempre stato considerato un centro di costo passivo. Oggi può diventare una fonte di energia verde, sfruttando la forza del mare”, spiega Giorgio Cucè, CEO dell’azienda.
Porti sempre più sostenibili, ma restano le sfide
La sostenibilità è ormai una priorità per il sistema portuale europeo. Secondo l’ESPO Environmental Report 2025, l’80% dei porti ha fissato obiettivi concreti di riduzione delle emissioni e oltre la metà ha esteso questi impegni a tutte le attività interne. Tuttavia, la trasformazione non è priva di ostacoli.
Tra le principali criticità emergono l’impatto crescente degli eventi climatici estremi e la scarsità di spazio disponibile. Il 69% degli scali segnala difficoltà operative legate a mareggiate e condizioni meteo avverse, mentre banchine e piazzali risultano spesso già saturi, limitando l’installazione di nuovi impianti rinnovabili. Anche l’elettrificazione delle banchine procede a rilento: solo il 20% delle infrastrutture necessarie è stato finora realizzato nei principali porti europei.
L’energia del mare come opportunità
In questo contesto, lo sfruttamento del moto ondoso rappresenta una soluzione promettente. Il sistema Seadamp, sviluppato da Seares, consente di convertire l’energia delle onde in elettricità attraverso un dispositivo integrato nelle linee di ormeggio esistenti. Funzionando come un ammortizzatore meccatronico intelligente, il sistema trasforma l’energia meccanica in energia elettrica, utilizzabile per alimentare servizi portuali, illuminazione e sistemi di sicurezza.
I benefici sono molteplici: una produzione energetica fino a 4 kW in condizioni difficili, una riduzione delle emissioni di CO₂ stimata tra le 3 e le 5 tonnellate per dispositivo e una maggiore resilienza operativa, grazie alla possibilità di mantenere attivi i sistemi anche in caso di blackout. A ciò si aggiunge l’attenzione all’ambiente, con materiali riciclabili e soluzioni progettate per evitare l’inquinamento marino.
Accanto a queste tecnologie, si affacciano anche piattaforme galleggianti autosufficienti che integrano fonti eolica, solare e marina, consentendo una gestione più efficiente dell’energia e riducendo ulteriormente l’impatto ambientale delle attività portuali.
“Per anni le onde sono state considerate solo una minaccia per le infrastrutture portuali. Oggi possono diventare una risorsa preziosa”, conclude Cucè.
La sfida, ora, è trasformare queste innovazioni in soluzioni su larga scala, capaci di rendere i porti non solo più sostenibili, ma anche protagonisti della sicurezza energetica del futuro.










