Prosegue il dialogo tra Stati Uniti e Italia sul fronte della sicurezza informatica. La Cyber Security Foundation e il Department of Homeland Security (Dhs) hanno infatti tenuto a Washington il terzo incontro istituzionale dedicato alla cooperazione sui principali temi della sicurezza digitale. L’appuntamento si inserisce nel quadro del Memorandum of Understanding tra le due organizzazioni, recentemente prorogato fino a gennaio 2027.
All’incontro hanno partecipato Mike Prado, direttore del Cyber Crime Center (C3) del Dhs, e la vice direttrice Kimberly Long. Per la Cyber Security Foundation erano presenti il presidente Marco Gabriele Proietti e il vicepresidente operativo Matteo Macina.
Il confronto si è concentrato su diversi dossier strategici. Tra questi, la preparazione del Cyber Threat Landscape Report 2026, un rapporto dedicato all’analisi delle principali minacce informatiche emergenti. Il documento, attualmente in fase di elaborazione, è stato oggetto di un approfondimento congiunto tra le due realtà.
Durante la riunione è stato inoltre discusso il progetto AI Sicura, iniziativa pensata per monitorare i rischi e le opportunità legate all’intelligenza artificiale. L’obiettivo è ampliare il raggio di osservazione includendo anche organizzazioni statunitensi, rafforzando così la cooperazione transatlantica nel campo dell’innovazione tecnologica e della sicurezza.
Tra i temi affrontati anche lo sviluppo di soluzioni di crittografia avanzata per la protezione dei dati, ambito sempre più centrale nella difesa delle infrastrutture digitali e delle informazioni sensibili.
Nel corso della visita, il Department of Homeland Security ha inoltre illustrato alla delegazione italiana la quarta edizione dell’operazione “Renewed Hope”, considerata dalle autorità statunitensi la più ampia attività mai realizzata online per identificare vittime di abusi e sfruttamento sessuale minorile.
L’operazione, coordinata dall’Homeland Security Investigations, è attualmente in corso e coinvolge più di 90 specialisti, tra cui 35 esperti internazionali provenienti da 34 agenzie di 29 Paesi. Gli investigatori utilizzano strumenti digitali avanzati, tecniche investigative tradizionali e tecnologie di analisi dei dati per individuare vittime che, in molti casi, hanno subito abusi anche anni prima senza essere mai state identificate.
L’iniziativa punta sia a rintracciare e proteggere le vittime sia a contribuire all’accertamento delle responsabilità dei responsabili.
“La terza visita a Washington conferma la solidità di una collaborazione che si sta sviluppando su temi sempre più strategici”, ha dichiarato Marco Gabriele Proietti, presidente e fondatore della Cyber Security Foundation. “Dall’analisi delle minacce informatiche all’intelligenza artificiale, fino alla protezione dei dati, il lavoro con il Department of Homeland Security rafforza una visione comune della sicurezza. Il confronto su ‘Renewed Hope’ ricorda inoltre che la cybersicurezza riguarda prima di tutto la tutela delle persone, in particolare dei più vulnerabili”.
Secondo Proietti, la cooperazione tra Europa e Stati Uniti rappresenta oggi uno strumento fondamentale per affrontare sfide sempre più complesse nel panorama digitale globale, consolidando una collaborazione che punta a rafforzare la sicurezza di cittadini, istituzioni e infrastrutture.










