L’Africa sta vivendo un vero e proprio boom nei sistemi di pagamento istantaneo (IPS), confermandosi come uno dei laboratori più dinamici al mondo per la tecnologia finanziaria. Secondo quanto riportato da Alberto Magnani su Il Sole 24 Ore, il valore complessivo delle transazioni veicolate da queste piattaforme ha sfiorato nel 2024 la cifra record di 2.000 miliardi di dollari (precisamente 1.980 miliardi).
I numeri della crescita
I dati emergono da un rapporto congiunto della fondazione AfricaNenda, della Banca Mondiale e della Commissione economica per l’Africa delle Nazioni Unite. La fotografia è quella di un mercato in espansione verticale:
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Valore: Dai 775,5 miliardi di dollari del 2020 si è passati a quasi 2.000 miliardi nel 2024.
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Volumi: Si registrano 64 miliardi di transazioni totali.
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Infrastrutture: Le piattaforme attive sono salite a 36 in 25 Paesi (erano 31 solo un anno fa), con un ritmo di crescita dei pagamenti del 26% annuo dal 2020 a oggi.
Tra le new entry che hanno attivato nuovi sistemi tra il 2024 e il 2025 figurano nazioni come Algeria, Eswatini, Libia, Sierra Leone e Somalia, a testimonianza di una diffusione capillare che tocca ogni angolo del continente.
Il sorpasso sul sistema bancario tradizionale
Il successo degli IPS in Africa si spiega con la capacità della tecnologia di colmare il vuoto delle infrastrutture tradizionali. Come sottolinea l’articolo de Il Sole 24 Ore, meno di 6 adulti africani su 10 possiedono un conto corrente bancario. Tuttavia, i flussi di denaro non si fermano, ma trovano nuove strade digitali, scavalcando (leapfrogging) la necessità di filiali fisiche.
Il modello dominante è quello delle piattaforme “cross-domain”, sistemi ibridi che permettono il trasferimento di denaro tra attori diversi: banche, operatori di mobile money (come il gigante keniota M-Pesa), società di microfinanza e fintech.
Volumi vs Valore: due velocità
L’analisi evidenzia una interessante dicotomia nell’utilizzo di questi strumenti:
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Mobile Money: Regna incontrastato sui volumi, gestendo oltre 50 dei 64 miliardi di transazioni totali. È lo strumento del popolo, usato per i piccoli pagamenti quotidiani (valore complessivo di 535 miliardi di dollari).
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Sistemi Bancari (Bank IPS): Sebbene contino per appena 0,7 miliardi di transazioni, muovono capitali più pesanti (147 miliardi di dollari solo per i canali puramente bancari, in crescita del 28%), segnalando un utilizzo più “corporate” o istituzionale.
Resta ancora marginale, seppur presente, il ruolo delle valute digitali di Stato (CBDC), con esperimenti come l’e-naira nigeriana ancora in fase embrionale.
Verso un’economia formalizzata
Intervistata dal quotidiano finanziario, Sabine F. Mensah, vice amministratrice delegata di AfricaNenda Foundation, ha evidenziato il valore sociale ed economico di questa trasformazione:
«I pagamenti online possono produrre inclusione finanziaria, ed è per quello che vediamo tutti questi investimenti in infrastrutture. […] In potenza, i pagamenti digitali non creano solo inclusione ma anche impatti economici, formalizzando il flusso dei pagamenti. E questo può garantire un’espansione della stessa economia in prospettiva».
L’intreccio tra banche e mobile money sta quindi creando una rete sempre più fitta che, oltre a facilitare la vita dei cittadini, permette una maggiore tracciabilità dei flussi, ponendo le basi per una struttura fiscale e commerciale più solida per le economie africane.










