di Pierfrancesco Malu
Nell’ambito della Cybertech Conference, Arena Digitale ha il piacere di intervistare Antonio Madoglio, Senior Director Systems Engineering – Italy & Malta di Fortinet, a proposito dell’importanza delle relazioni con le istituzioni pubbliche in materia di cybersecurity.
Dal recente Data Security Report emerge che molte organizzazioni dispongono di soluzioni tecnologiche (come i DLP), ma che strumenti legacy spesso non sono all’altezza degli ambienti moderni, generando falsi allarmi o mancanza di visibilità.
Domanda: In che misura credete che il problema della sicurezza sia più di natura tecnologica o di natura umana (culture aziendali, consapevolezza, procedure)? Come Fortinet supporta le organizzazioni non solo con strumenti moderni, ma anche con lo sviluppo di competenze interne, sensibilizzazione, best practice?
Risposta: La sicurezza informatica va affrontata in modo olistico: non è solo una questione tecnologica. Disporre di soluzioni avanzate è fondamentale, ma senza una cultura aziendale solida e processi ben definiti, anche gli strumenti più evoluti rischiano di non essere pienamente efficaci. Spesso, il fattore umano rappresenta la principale vulnerabilità, non solo per mancanza di competenze, ma anche per la difficoltà di tenere il passo con la crescente complessità degli ambienti IT e delle minacce.
Fortinet integra innovazione tecnologica, formazione e governance. La nostra piattaforma, supportata dall’intelligenza artificiale, semplifica le operazioni, migliora la visibilità e riduce i falsi positivi generati da soluzioni legacy. Parallelamente, attraverso il Fortinet Training Institute, promuoviamo la diffusione di competenze e best practice, offrendo percorsi formativi e certificazioni accessibili a professionisti e organizzazioni di ogni dimensione.
Il nostro obiettivo è accompagnare le aziende non solo nell’adozione di tecnologie moderne, ma anche nella costruzione di una consapevolezza interna diffusa. Solo attraverso l’integrazione di tecnologia, persone e processi è possibile sviluppare una cultura della sicurezza resiliente e sostenibile.
Con l’aumento dei rischi e l’evoluzione delle minacce interne, la prevenzione richiede un ecosistema che vada al-di là del singolo vendor.
Domanda: Come valuta Fortinet il ruolo delle istituzioni pubbliche (ACN, Polizia Postale, Ministeri, enti di regolamentazione) nelle politiche di formazione cybersecurity in Italia? Esistono programmi congiunti (governo-industria) che ritenete particolarmente promettenti o che vorreste avviare?
Risposta: Le istituzioni pubbliche svolgono un ruolo cruciale nella promozione di una cultura della sicurezza digitale consapevole e diffusa. Organismi come ACN, Polizia Postale, Ministeri ed enti regolatori stanno contribuendo a costruire un quadro nazionale sempre più solido, dove la collaborazione tra pubblico e privato è essenziale per affrontare le sfide di un panorama di minacce in continua evoluzione.
Fortinet considera strategica la cooperazione con le istituzioni. Partecipiamo attivamente a iniziative di sensibilizzazione e formazione rivolte a cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni, con l’obiettivo di colmare il divario di competenze e rafforzare la resilienza del sistema Paese. Il Fortinet Training Institute è un pilastro della nostra strategia globale, offrendo programmi gratuiti di formazione e certificazione, anche in collaborazione con università ed enti pubblici.
Crediamo fermamente nel valore dei programmi congiunti governo–industria, fondamentali per costruire un ecosistema di sicurezza inclusivo, collaborativo e orientato alla crescita delle competenze digitali nel lungo periodo.
Il contesto regolatorio, le certificazioni e gli standard nazionali/internazionali spesso guidano la domanda di sicurezza.
Domanda: Quanto pensa che regolamenti nazionali (o europei) e politiche obbligatorie possano servire da motore per alzare gli standard di competenza (ad esempio obblighi di formazione per il personale, certificazioni per aziende)? Fortinet è coinvolta o intende partecipare attivamente nella definizione di tali standard in Italia?
Risposta: Regolamenti e standard, sia nazionali che internazionali, sono oggi un motore fondamentale per l’innalzamento del livello di sicurezza e competenza del mercato. Direttive europee come la NIS2 e le politiche nazionali promosse da enti come ACN definiscono requisiti minimi chiari e coerenti, incentivando le organizzazioni a investire non solo in tecnologia, ma anche in formazione e governance.
Fortinet accoglie positivamente questo approccio, vedendo nella conformità normativa un’opportunità per migliorare la postura di sicurezza e diffondere una cultura della cyber resilienza. Riteniamo che l’introduzione di obblighi formativi e di certificazione possa accelerare la crescita delle competenze, rendendo l’ecosistema più preparato e consapevole.
A livello globale e locale, Fortinet partecipa attivamente a tavoli di confronto con istituzioni, enti di standardizzazione e associazioni di settore, condividendo esperienze e best practice. In Italia, siamo pronti a contribuire alla definizione e all’evoluzione degli standard di riferimento, promuovendo un approccio coordinato tra industria, pubblica amministrazione e mondo accademico.
Con l’aumento continuo della sofisticazione delle minacce, la tecnologia evolve rapidamente, ma serve anche un ecosistema umano resiliente.
Domanda: Guardando ai prossimi 5-10 anni, come vede Fortinet l’evoluzione del capitale umano nella cybersecurity in Italia e in Europa? Quali politiche o investimenti reputate essenziali per garantire che le competenze crescano al passo con le minacce, e che non restino “collo di bottiglia” per le organizzazioni?
Risposta: Fortinet vede il prossimo decennio come un periodo cruciale per lo sviluppo del capitale umano nella cybersecurity. La formazione pratica, le partnership pubblico-private, l’adozione dell’intelligenza artificiale e il focus su tecnologie emergenti come la sicurezza Quantum-Safe saranno determinanti. Servono investimenti coordinati – voucher per certificazioni, academy regionali, programmi di riqualificazione – per garantire che le competenze evolvano in linea con le minacce e non diventino un ostacolo per le organizzazioni.
Le iniziative già avviate, come il programma NSE, il nostro impegno per la formazione su larga scala e le collaborazioni con la Commissione Europea e network internazionali, rappresentano esempi di un approccio scalabile e multilaterale, sempre più necessario per affrontare le sfide future.










