Il tema delle commissioni applicate ai cittadini che utilizzano PagoPA per saldare tributi, tariffe o altri pagamenti pubblici torna al centro del dibattito istituzionale. Da un lato l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) denuncia costi “eccessivi” e propone una norma che estenda ai pagamenti PagoPA il divieto di credit card surcharge. Dall’altro, il presidente della commissione d’inchiesta sulle banche al Senato, Pierantonio Zanettin, annuncia che sta valutando un emendamento ad hoc.
L’allarme dell’Antitrust: «commissioni troppo alte, inaccettabile onere nascosto»
Nel corso di un’audizione presso la commissione d’inchiesta sul sistema bancario in Senato, il presidente Roberto Rustichelli ha sollevato preoccupazioni su numerose segnalazioni ricevute da utenti che lamentano costi di commissione – variabili tra 1,50 e 3 euro per transazione – da sostenere su pagamenti effettuati attraverso PagoPA.
Secondo l’Autorità, tali costi configurano nella pratica una forma di “surcharge” legata allo strumento di pagamento: un onere aggiuntivo che grava sull’utente, pur essendo le commissioni effettive che i prestatori di servizi versano alla piattaforma molto più basse (e decrescenti al crescere del numero delle transazioni).
In base a queste osservazioni, l’Antitrust suggerisce di intervenire a livello legislativo per estendere ai pagamenti PA i principi che vietano i credit card surcharge, ovvero la pratica di imporre un costo aggiuntivo per chi paga con carta.
Un altro passaggio cruciale dell’audizione ha riguardato il ruolo della domiciliazione bancaria come opzione alternativa che molte amministrazioni pubbliche dovrebbero ancora garantire: uno strumento che consentirebbe agli utenti di evitare del tutto o ridurre sensibilmente le commissioni applicate da PagoPA. Il legislatore ha già previsto che gli enti pubblici possano “premiare” chi scelga questa modalità, applicando una riduzione fino al 20 % su aliquote e tariffe connesse agli obblighi fiscali.
La risposta politica: Zanettin in campo con un possibile emendamento
A poche ore dall’audizione dell’Antitrust, Pierantonio Zanettin (Forza Italia), presidente della commissione d’inchiesta sulle banche, ha dichiarato che l’ipotesi di un intervento normativo sulle commissioni PagoPA è non solo condivisibile, ma merita un passo concreto.
«Non posso che apprezzare la proposta di modifica normativa relativa alla piattaforma PagoPA», ha affermato Zanettin, sottolineando come il divieto di surcharge sui pagamenti possa essere esteso tramite un emendamento presentato a nome della Commissione. Un’azione che, secondo lui, potrebbe raccogliere consenso trasversale.
In questo modo, la questione potrebbe entrare in maniera operativa nella discussione parlamentare, trasformando in misura legislativa concreta quanto proposto dall’Autorità di regolazione.
Impatti e scenari futuri
L’attenzione mediatica e politica sulla questione non è casuale: i pagamenti verso la Pubblica Amministrazione coinvolgono servizi essenziali (tasse, servizi sanitari, rette scolastiche, bolli auto, contributi professionali) e colpiscono una platea molto ampia di cittadini. Le commissioni “mascherate” come oneri tecnici hanno un impatto reale, specialmente su somme modeste, dove un euro in più può fare la differenza rispetto al valore della transazione stessa.
Se un emendamento volto a vietare o limitare queste commissioni venisse approvato, significherebbe un alleggerimento concreto per i cittadini — e un “ripensamento” del modello di costo di funzionamento della piattaforma PagoPA. Le amministrazioni locali e centrali dovranno bilanciare tra sostenibilità del sistema e tutela degli utenti.
Resta da vedere se, nel percorso parlamentare, si riuscirà a trovare una formulazione che contempli il giusto equilibrio tra costi operativi per gli enti (e per gli operatori di pagamento) e l’esigenza di evitare che i cittadini subiscano oneri nascosti.










