“Per l’Italia i dazi non sono mai una buona cosa, cioè l’Italia ancora prima che esistesse l’Italia ha sempre avuto la sua forza nel commercio mondiale, dalle repubbliche marinare e prima ancora. Siamo un paese a forte vocazione di esportazione e questo diventerà nell’arco degli anni sempre più forte. In un contesto globale in cui la concorrenza diventa sempre più difficile, l’Italia può avere i suoi punti di forza nel marchio Italia, nell’eccellenza, nel fascino che ha la nostra nazione e nella qualità dei suoi prodotti.
I dazi non ci aiutano, non ci aiutano sia per i nostri prodotti sia perché poi l’economia mondiale tende a chiudersi e questo ci penalizza. Un piccolo inciso: ho sentito “nei rapporti con gli Stati Uniti, l’Italia e la Germania avevano posizioni più morbide con Trump, altri paesi europei avevano posizioni più decise”. Quando si dicono queste cose è importante poi andarsene a vedere i bilanci commerciali: è evidente che in due paesi che hanno maggiore forza nell’esportazione verso gli Stati Uniti, i due paesi europei, sono l’Italia e la Germania.
Altri che hanno una bilancia commerciale meno favorevole hanno grande facilità rispetto a noi a magari non avere problemi a uno scontro diretto, quindi quando si parla di commercio mondiale e in particolare di uno export importante come quello degli Stati Uniti, l’Italia e la Germania fanno bene ad essere prudenti e a evitare che salti il bagno. I tassi imposti del 15% sono penalizzanti ma non sono un ostacolo insormontabile: i prodotti italiani che arrivano negli Stati Uniti hanno poi una catena del valore che fa sì che il prodotto finale che è venduto, è venduto a un importo molto superiore a quanto è importato. Quindi un dazio del 15% che poi si trascina quel 15% dall’arrivo al prodotto finale può essere un problema, ma non è detto che ciò avvenga perché in linea teorica potrebbe essere assorbito lungo tutte le catene che vengono fatte da quando viene importato a quando viene venduto.
Altro elemento che noi dobbiamo tenere in considerazione è che abbiamo posto grande attenzione ai dazi ma il tasso di cambio euro-dollaro rischia di essere molto più impattante che non quelli del dazio formale e quello non dipende poi dalle decisioni delle autorità americane ma da altre dinamiche. Quindi sì, i dazi per noi non sono una buona notizia ma il sistema Italia è in grado di assorbirlo a mio avviso con minore difficoltà di quanto è stato ipotizzato”.
Dichiara il Giovanbattista Fazzolari, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri durante il suo intervento all’Abruzzo Economy Summit in corso a Pescara.










