Fabrizio Burlando, amministratore delegato di Bancomat S.p.A., annuncia una strategia ambiziosa: l’alleanza con circuiti francesi e tedeschi per dar vita a un vero circuito europeo dei pagamenti, capace di ridurre la dipendenza dalle reti internazionali. Durante un intervento con Radiocor, Burlando ha sottolineato che circa il 70% delle transazioni in Europa oggi viaggia su reti non europee — una “peccato”, ha detto, perché «abbiamo eccellenze già operative nel Vecchio Continente».
Alleanze strategiche oltre il fintech
Nel corso di un evento presso il circolo del Tennis, Bancomat ha siglato una partnership con Sport e Salute per il progetto “Illumina”, volto a promuovere lo sport e favorire la connessione sociale in contesti meno avvantaggiati. Tra gli ambassador figurano i nuotatori Filippo Magnini e la ginnasta Angelika Savrajuk. Allo stesso tempo, l’azienda annuncia imminenti collaborazioni anche nel settore della musica, in linea con l’approccio multisettoriale della sua strategia.
Finanziamenti, acquisizioni e crescita europea
L’acquisizione di Flowpay è stata la prima operazione in oltre 40 anni per Bancomat, segnando un punto di svolta nel suo sviluppo nel fintech. Ma ora l’orizzonte si allarga: l’azienda non si limita all’M&A tradizionale, ma cerca alleanze europee significative per potenziare una rete interoperabile più ampia, partendo da Francia e Germania .
A giugno 2025, Bancomat ha già integrato sistemi con altri circuiti europei nell’ambito dell’alleanza EuroPA — comprendente anche Bizum (Spagna), MB WAY (Portogallo) e Vipps MobilePay (Paesi Nordici). Questo network, in combinazione con EPI Company, mira a creare un hub pan-europeo che renderà interoperabili le soluzioni di pagamento diffuse nei vari mercati nazionali. Lo studio di fattibilità si concluderà entro dicembre 2025, con un roll-out graduale che inizierà dal P2P e si estenderà a pagamenti commerciali e online.
Una sfida per l’autonomia digitale europea
Burlando ha evidenziato le carenze dell’Europa nel cloud e nell’AI: «Settori dove dobbiamo utilizzare servizi esteri», affermando che ciò compromette l’autonomia tecnologica dell’intero continente. Per questo motivo, la costruzione di una rete europea autonoma nei servizi di pagamento non è solo una questione di costi, ma anche di sovranità digitale e innovazione interna .
Un recente intervento di Piero Cipollone, membro del board della BCE, ha ribadito che circa il 66% dei pagamenti nell’area euro è in mano a provider esterni, e ha invitato a sostenere circuiti domestici interoperabili per preservare il pluralismo e la libertà di scelta dei consumatori e dei commercianti .
Il quadro europeo: opportunità e criticità
L’iniziativa, se completata con successo, consentirà a oltre 350–400 milioni di cittadini europei di utilizzare i propri circuiti nazionali anche al di fuori dei confini locali — con commissioni più basse e maggiore trasparenza. L’interconnessione eviterebbe il passaggio attraverso intermediari extra-europei, trattenendo valore nel continente e promuovendo efficienza e competitività










