La Cina ha convocato Nvidia, uno dei più importanti produttori mondiali di chip, per discutere di seri problemi di sicurezza legati ai suoi chip per l’intelligenza artificiale. La notizia arriva in un momento delicato, con crescenti tensioni commerciali tra Pechino e Washington, soprattutto nel settore tecnologico. Gli Stati Uniti, per motivi di sicurezza nazionale, limitano severamente l’esportazione di chip avanzati verso la Cina. Nvidia, per aggirare queste restrizioni, ha sviluppato un chip specifico per il mercato cinese, chiamato “H20”, una versione meno potente dei suoi chip AI di punta, in modo da restare entro i limiti imposti dal governo USA.
All’inizio di luglio, Nvidia aveva annunciato che avrebbe ripreso la vendita di questi chip in Cina, perché alcune delle restrizioni americane erano state alleggerite. Tuttavia, le autorità cinesi non sembrano soddisfatte: la Cyberspace Administration of China, l’ente governativo che regola internet e sicurezza informatica nel Paese, ha dichiarato di aver convocato Nvidia per discutere criticità già identificate nei chip.
Nonostante questa notizia potenzialmente problematica, il titolo di Nvidia continua a salire: nel pre-market di Wall Street ha raggiunto nuovi massimi storici, guadagnando un +1,8% e superando i 182 dollari per azione, dopo aver già chiuso in rialzo nella seduta precedente.










