Durante la conferenza mondiale sull’intelligenza artificiale a Shanghai, è emerso che la Cina ha sviluppato ben 1.509 modelli di AI, rappresentando più del 40% di tutti i 3.755 modelli esistenti nel mondo. Questo dato va oltre una semplice statistica: indica un cambiamento profondo nel panorama globale dell’innovazione tecnologica. La crescita della Cina nel campo dell’intelligenza artificiale non è solo quantitativa, ma riflette una trasformazione strutturale del suo sistema industriale e scientifico, frutto di anni di investimenti mirati, una pianificazione centralizzata e una stretta collaborazione tra enti pubblici e imprese private.
Alla base di questo sviluppo c’è un solido sistema industriale e un quadro regolamentare ben definito. In Cina, l’intelligenza artificiale è considerata un elemento fondamentale per la digitalizzazione di tutta l’economia e non solo un settore a sé. Le autorità nazionali e locali hanno creato norme che favoriscono l’innovazione, ma anche la protezione dei dati, la trasparenza e la responsabilità nell’uso degli algoritmi. Nel 2023, ad esempio, l’ente regolatore cinese ha introdotto regole rigorose per i modelli di AI di base, richiedendo elevati standard di sicurezza e conformità agli obiettivi politici del Paese, così come riportato da italianelfuturo.com.
Durante la conferenza, diverse aziende hanno mostrato i loro progressi. Tencent ha presentato un modello capace di creare ambienti virtuali molto realistici partendo da testi e immagini, utile per applicazioni nel metaverso e nella pianificazione urbana intelligente. SenseTime ha aggiornato la sua piattaforma multimodale, che combina linguaggio, immagini, video e suoni per usi in medicina, istruzione e sicurezza pubblica.
Il confronto tra Stati Uniti e Cina nell’intelligenza artificiale è ormai una sfida strategica globale. La Cina si sta rapidamente avvicinando agli USA, sia per numero che per qualità dei modelli AI sviluppati. Questa competizione non riguarda solo la tecnologia, ma anche la sicurezza nazionale, l’indipendenza digitale e il controllo delle catene di approvvigionamento tecnologiche. Ogni modello di AI diventa un asset strategico che sostiene l’economia e l’influenza globale di un Paese. La Cina mira così a sviluppare una propria sovranità digitale, riducendo la dipendenza dalle tecnologie occidentali.
Un elemento chiave del successo cinese è la collaborazione tra governo e imprese private, con una forte enfasi sui modelli AI open source, cioè aperti e accessibili. Questo approccio ha permesso una diffusione capillare delle tecnologie, anche nelle piccole e medie imprese e nelle aree meno urbanizzate, democratizzando così l’accesso alla trasformazione digitale. Il governo ha promosso piattaforme condivise come la Beijing Academy of Artificial Intelligence, che aiutano a creare un ecosistema locale forte e resiliente anche di fronte a eventuali restrizioni esterne.










