Negli ultimi tempi, Donald Trump è stato spesso al centro dell’attenzione per le sue decisioni sui dazi commerciali, ma ha anche preso una posizione importante sulle criptovalute e sulla finanza digitale in generale, così come riportato su brunoleoni.it.
Fino a poco fa, il mondo delle criptovalute era circondato da molte incertezze. Le autorità e le banche centrali dicevano che queste valute digitali erano rischiose, ma allo stesso tempo stavano pensando di creare versioni digitali del denaro ufficiale, chiamate valute digitali di banca centrale (CBDC). Queste valute però hanno creato preoccupazioni perché potrebbero eliminare la privacy delle persone, dando ai governi il controllo completo sulle transazioni e sulle spese.
Bitcoin e altre criptovalute funzionano con una tecnologia chiamata blockchain, che è come un registro digitale condiviso e sicuro, dove ogni movimento di denaro è registrato e verificato senza un’autorità centrale che lo controlla. Se invece le valute digitali fossero controllate dalle banche centrali, tutto il denaro digitale delle persone sarebbe sotto stretto controllo governativo, cancellando ogni anonimato.
Per questo motivo, Trump ha firmato un ordine che vieta la creazione di un “dollaro digitale” ufficiale. Questa scelta impedisce che lo Stato abbia il pieno controllo su tutte le transazioni digitali, lasciando alle persone maggiore libertà. Significa anche che le criptovalute resteranno un mercato indipendente, senza garanzie statali, dove chi investe deve correre il rischio da solo. Ma allo stesso tempo, questo lascia spazio a nuove innovazioni e sperimentazioni nel settore.
Un esempio importante sono le “stablecoin”, valute digitali legate al valore del dollaro, molto utili per fare pagamenti online con costi bassi e facili da usare, soprattutto per i giovani che sono abituati al mondo digitale.
Con la nuova legge chiamata “Genius Act”, gli Stati Uniti hanno creato regole più chiare per le criptovalute, spostando la supervisione da un’agenzia all’altra, più specializzata in questo campo. Questo potrebbe anche aiutare a mantenere il dollaro come valuta di riferimento globale.










