Durante una visita ufficiale nel Regno Unito, il Presidente francese Emmanuel Macron ha rilanciato con forza la necessità di una cooperazione strutturata e ambiziosa tra Francia e Regno Unito nel campo dell’intelligenza artificiale. A suo avviso, si tratta di un passaggio “cruciale” per permettere all’Europa di recuperare il ritardo accumulato nei confronti delle due potenze dominanti in questo ambito: gli Stati Uniti e la Cina.
Secondo Macron, nonostante Francia e Regno Unito siano tra i Paesi più avanzati in Europa nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie legate all’IA, il loro contributo, se portato avanti in modo isolato, non è sufficiente a incidere sugli equilibri globali. A livello internazionale, infatti, il mercato dell’intelligenza artificiale è fortemente guidato da colossi americani come OpenAI, Google DeepMind e Microsoft, nonché da giganti cinesi come Tencent, Alibaba e Baidu, che beneficiano di investimenti multimiliardari, vaste basi dati, strutture cloud proprietarie e infrastrutture pubbliche strategiche.
Macron ha insistito sul fatto che solo attraverso un’alleanza concreta si possa “raggiungere una massa critica” capace di trasformare l’Europa in un polo tecnologico realmente competitivo. Ciò significa unire talenti scientifici e ingegneristici, integrare ecosistemi di startup, armonizzare regolamentazioni e standard etici, rafforzare l’accesso condiviso ai dati e costruire una capacità finanziaria comparabile a quella di Washington e Pechino.
Non è solo una questione economica o tecnologica, ma anche geopolitica: l’intelligenza artificiale rappresenta oggi un settore strategico, con implicazioni profonde per la sicurezza, la sovranità digitale, il lavoro, l’istruzione e i servizi pubblici. Una collaborazione franco-britannica potrebbe fungere da volano per una più ampia strategia europea, promuovendo innovazione responsabile, infrastrutture digitali condivise e un modello alternativo di IA che tenga conto di diritti fondamentali, inclusione sociale e trasparenza degli algoritmi.
L’iniziativa di Macron non arriva in un vuoto politico: il Regno Unito, da parte sua, ha recentemente organizzato il primo summit globale sulla sicurezza dell’IA, ospitato a Bletchley Park, mentre la Francia è stata tra i promotori delle prime norme europee sull’uso etico e trasparente dell’intelligenza artificiale, poi confluite nell’AI Act approvato dal Parlamento europeo.
In questo contesto, un’alleanza strategica tra Londra e Parigi potrebbe rappresentare un laboratorio di governance, sperimentazione e cooperazione transnazionale, utile anche per rilanciare il dialogo post-Brexit su temi di interesse comune ad alto impatto strategico.










