Il Parlamento europeo ha recentemente approvato una risoluzione non legislativa con l’obiettivo di chiedere un’estensione oltre il 2026 del programma Next Generation EU (NGEU), al fine di permettere il completamento dei progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che si trovano in fase avanzata ma non ancora conclusi. Il testo, votato con 421 voti favorevoli, 180 contrari e 55 astensioni, evidenzia il ruolo centrale che il Recovery and Resilience Facility (RRF) ha svolto nel sostenere la stabilità economica degli Stati membri in un periodo segnato da profonde incertezze, come quello successivo alla pandemia di COVID-19.
Il Recovery and Resilience Facility, che costituisce il cuore finanziario del NGEU, dispone di una dotazione complessiva di circa 650 miliardi di euro, suddivisi tra sovvenzioni e prestiti. Le risorse sono state raccolte attraverso un indebitamento congiunto da parte dell’Unione Europea e rappresentano un intervento senza precedenti nel panorama politico-economico dell’UE. Attualmente, secondo i dati aggiornati, solo poco più del 40% di tali fondi è stato effettivamente erogato. Di conseguenza, l’Eurocamera ritiene necessario prolungare la finestra temporale entro cui gli Stati membri possano completare gli investimenti, evitando sprechi e assicurando la piena realizzazione degli obiettivi stabiliti, come riporta Ansa.
La risoluzione parlamentare individua inoltre delle priorità tematiche che dovrebbero guidare la seconda fase di attuazione del NGEU, qualora venisse esteso. Tra queste rientrano l’energia, la difesa e le infrastrutture transfrontaliere, come le reti ferroviarie ad alta velocità, ritenute strategiche per rafforzare l’autonomia dell’Unione e migliorare la connessione economica tra i diversi Paesi membri. Allo stesso tempo, viene sottolineata l’urgenza di accelerare gli investimenti nel campo della protezione sociale, con lo scopo di rafforzare i sistemi di welfare e affrontare le disuguaglianze sociali emerse con maggiore evidenza negli ultimi anni.
L’iniziativa del Parlamento europeo si inserisce in un contesto più ampio di riflessione sulle politiche economiche dell’UE, che mira a rendere strutturali alcune delle misure straordinarie adottate durante la crisi pandemica. Infatti, molti deputati chiedono non solo di prorogare i tempi del NGEU, ma anche di rivedere il modello attuativo in modo da garantire maggiore trasparenza, controllo democratico e partecipazione delle autorità regionali e locali. Inoltre, il Parlamento ha ribadito la necessità di introdurre nuove risorse proprie per l’Unione, capaci di coprire in modo stabile anche gli interessi derivanti dall’emissione del debito comune che finanzia il programma.
In conclusione, la richiesta dell’Eurocamera rappresenta un appello politico forte a non disperdere l’opportunità storica offerta dal Next Generation EU, prolungando il sostegno finanziario europeo e garantendo il completamento dei progetti strategici che mirano a rafforzare l’economia, la coesione sociale e la capacità di resilienza dell’intera Unione Europea.










