Nel 2024, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha avviato una collaborazione significativa con Google nell’ambito del progetto Piracy Shield, con l’obiettivo di rafforzare il contrasto alla pirateria digitale, in particolare quella legata agli eventi sportivi trasmessi illegalmente online. La sperimentazione con la società di Mountain View si è svolta il 23 maggio scorso, in occasione dell’anticipo di due partite di grande richiamo dell’ultima giornata del campionato di Serie A, e ha avuto come focus principale l’utilizzo dei DNS pubblici di Google per impedire l’accesso ai siti pirata.
Sebbene AGCOM non abbia diffuso molti dettagli tecnici sull’operazione, ha confermato di aver testato insieme a Google nuove tecniche automatizzate ritenute più efficaci per la rimozione tempestiva dei contenuti illeciti. La sperimentazione ha consentito all’Autorità di segnalare direttamente e in tempo reale a Google, tramite la piattaforma Piracy Shield, gli indirizzi segnalati dai titolari dei diritti audiovisivi. A seguito di queste segnalazioni, Google ha agito rapidamente, bloccando l’accesso ai siti indicati attraverso i propri DNS pubblici, come 8.8.8.8 e 8.8.4.4.
I risultati ottenuti sono stati giudicati positivamente dall’AGCOM, che ha definito l’esito della sperimentazione come un importante passo avanti nella lotta alla pirateria online. Questa collaborazione segna infatti un cambiamento rilevante nell’atteggiamento di Google, che fino a poco tempo fa aveva escluso la possibilità di intervenire a livello locale sui propri DNS. Un’evoluzione che è stata resa possibile anche da una precedente sentenza del Tribunale di Milano, la quale ha riconosciuto la responsabilità dei fornitori di DNS nella diffusione di contenuti illeciti e ha ordinato a Google di bloccare l’accesso ai siti segnalati da Piracy Shield.
Il commissario AGCOM Massimiliano Capitanio, da sempre molto attento al tema della legalità digitale, ha commentato la riuscita del test sottolineando l’importanza di questa prima, concreta forma di collaborazione con Google. Capitanio ha spiegato che i siti pirata segnalati durante le ultime partite del campionato sono stati bloccati con efficacia e rapidità, grazie a un processo messo a punto tra l’Autorità e la società americana. Ha inoltre auspicato che l’iniziativa venga stabilizzata quanto prima e che anche altri operatori coinvolti, come i fornitori di VPN, adottino misure automatizzate per bloccare i siti illeciti entro 30 minuti dalla segnalazione, nel pieno rispetto della normativa nazionale.
Accanto all’attività tecnica, AGCOM intende promuovere ulteriori azioni per contrastare il fenomeno, come il divieto di accesso alle app pirata e il rafforzamento delle sanzioni nei confronti degli utenti che fruiscono consapevolmente di contenuti illegali. La vicenda si inserisce in un contesto più ampio, in cui l’Autorità ritiene che anche i gestori di servizi apparentemente “neutrali” come i DNS debbano assumersi parte della responsabilità nella diffusione dei contenuti protetti da copyright, e collaborare attivamente per fermarne la circolazione.










