Negli ultimi anni, il dollaro statunitense ha ricoperto una posizione preminente nei mercati finanziari globali, fungendo da valuta di riserva principale, da strumento principale per le transazioni internazionali e da riferimento nel commercio delle materie prime, così come si legge su key4biz.it. Tuttavia, recentemente sono emersi segnali che indicano una possibile sfida a questa egemonia, non solo a causa di motivi geopolitici ed economici, ma anche per l’emergere di nuove tecnologie finanziarie che stanno trasformando il panorama globale.
Il fenomeno della de-dollarizzazione, ossia il processo di riduzione dell’uso del dollaro nelle transazioni internazionali, è ormai un tema discusso da tempo. Le valute che un tempo erano considerate marginali stanno guadagnando terreno. Jin Keyu, professore alla London School of Economics, ha dichiarato in un incontro al Milken Institute che negli ultimi dieci anni la fatturazione in yuan cinese è aumentata del 30%, un incremento notevole a partire da un livello quasi nullo. Inoltre, ha sottolineato che oggi circa la metà dei flussi di capitali cinesi avviene direttamente in yuan, una percentuale molto maggiore rispetto al passato. Secondo Keyu, la crescente diffusione delle valute non convenzionali (come lo yuan) è evidente, con la loro quota nelle riserve globali che è passata dal 2% all’11%. Gli economisti concordano sempre più sul fatto che stiamo assistendo a un passaggio verso un sistema monetario multilaterale, dove diverse valute si contenderanno il ruolo di valuta di riferimento nel commercio internazionale.
Un altro cambiamento importante riguarda l’emergere di nuovi sistemi di pagamento che potrebbero ridurre la centralità del dollaro. In particolare, sono in crescita due soluzioni: mBridge, una piattaforma di valuta digitale creata dalle banche centrali usando la tecnologia blockchain, e il sistema CIPS (Cross-Border Interbank Payment System) cinese, che sta guadagnando terreno nel contesto dei pagamenti transfrontalieri.
Inoltre, la diffusione di tecnologie innovative come la blockchain, le stablecoin, le valute digitali delle banche centrali (CBDC) e i sistemi di pagamento decentralizzati sta trasformando la finanza globale, aprendo la strada a valute alternative al dollaro per le transazioni internazionali.
Tra queste nuove soluzioni, la Cina ha sviluppato una propria CBDC, chiamata digital yuan, che è ancora in fase di test ma che, una volta implementata, potrebbe rappresentare una valida alternativa al dollaro, soprattutto per i pagamenti internazionali con paesi asiatici, africani e sudamericani. Questi sviluppi stanno indebolendo il sistema tradizionale, che si basa principalmente su Swift, l’organizzazione che facilita i pagamenti bancari internazionali.
Tutto ciò si inserisce in un processo più ampio che sta portando a una graduale perdita di influenza degli Stati Uniti e alla transizione verso un sistema multipolare. Paesi come la Cina, la Russia, l’India e altre economie emergenti stanno cercando di ridurre la loro dipendenza dal dollaro, motivati da fattori politici, economici e strategici, come la protezione contro le sanzioni economiche e la costruzione di un sistema economico più autonomo.
Inoltre, la crescente incertezza economica dovuta al rischio di inflazione, al debito pubblico elevato degli Stati Uniti e alla possibilità di una recessione sta facendo sorgere dubbi sulla stabilità del dollaro, spingendo molti investitori internazionali a riconsiderare il loro coinvolgimento. La politica dei dazi attuata dall’ex presidente Donald Trump ha ulteriormente esacerbato questa situazione.
La Cina sta cercando di sfruttare questa instabilità a suo favore, cercando di posizionare lo yuan come una valuta più stabile sui mercati globali. Huang Qifan, ex sindaco di Chongqing, ha previsto che la quota dello yuan nelle transazioni finanziarie globali aumenterà ogni anno di circa 1 punto percentuale nei prossimi dieci anni, fino a raggiungere circa il 17% entro il 2035.
La Banca Popolare Cinese ha firmato accordi bilaterali con oltre 40 banche centrali di altre nazioni per facilitare l’uso dello yuan nei pagamenti internazionali. Inoltre, l’uso della valuta cinese sta crescendo anche all’interno di piattaforme di pagamento internazionali come Swift, con lo yuan che ha raggiunto circa il 3,75% del totale dei pagamenti globali a dicembre 2024. Sebbene il dollaro rimanga ancora la valuta dominante, questi segnali di crescente diversificazione stanno mettendo in discussione il dominio unipolare del dollaro e segnalano il possibile inizio di una de-dollarizzazione.
In sintesi, sebbene il dollaro statunitense non sia ancora minacciato concretamente, i cambiamenti in corso, come l’ascesa dello yuan e di altre valute, potrebbero portare, nel lungo periodo, a un sistema monetario più frammentato, in cui il dominio della moneta americana potrebbe ridursi progressivamente.